Un ragazzo di 12 anni, nato in Italia da genitori rumeni e residente in provincia di Cosenza, rischia di non partire per il viaggio studio a Londra con la scuola. Il motivo è un vuoto burocratico che lo lascia di fatto senza una cittadinanza formalmente riconosciuta e quindi senza passaporto. Affidato a cinque anni, oggi vive con la madre Antonella dopo la scomparsa del padre adottivo. L’assenza di una cittadinanza complica non solo la partenza con i compagni, ma anche il percorso di adozione definitiva e il futuro riconoscimento della cittadinanza italiana.
Nel tentativo di sbloccare la situazione, la madre ha scritto prima alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e poi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, senza ottenere risposta. Intanto, dopo la diffusione del caso, sarebbero stati avviati contatti tra gli uffici competenti. Una storia che riapre il dibattito sui minori stranieri nati e cresciuti in Italia e sui limbi amministrativi che possono incidere concretamente sui loro diritti e sul loro futuro.
di Noemi Cautiero
