Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Il gruppo Prada è concentrato nel rilancio di Versace e non è interessato a un’offerta per Armani. «Armani non è nei nostri radar. Oggi siamo impegnati con molte altre cose, inclusa l’evoluzione di Versace, e quindi non è in agenda», ha dichiarato il ceo di Prada, Andrea Guerra, in un’intervista a Reuters.
A lanciare la suggestione di un polo da 10 miliardi di fatturato tra i due campioni del lusso italiano era stato un report di Mediobanca pubblicato all’inizio di settembre, a circa un anno di distanza dalla morte di Giorgio Armani e mentre il gruppo sta studiando, come chiesto dal fondatore, la cessione di una prima quota del 15 per cento della società.
Guerra ha spiegato che, dopo l’acquisizione di Versace, Prada si era concentrata su integrazione, sinergie ed efficienza, ma che negli ultimi tre mesi l’attenzione si è spostata sul futuro del marchio, con la prima sfilata del nuovo stilista Pieter Mulier prevista per gennaio.
Lo stilista aveva preparato meticolosamente la successione: aveva girato alla Fondazione Giorgio Armani la sua quota del 99,9% nella società dando l’usufrutto sul 90% a Dell’Orco, ai tre nipoti e alla sorella Rosanna, imponendo all’ente l’onere testamentario di cedere una prima tranche, pari al 15% del capitale, entro un anno e mezzo dall’apertura della successione.
Giorgio Armani aveva indicato l’acquirente ideale citando «in via prioritaria» Lvmh, EssilorLuxottica e L’Oreal. Secondo quanto emerso recentemente, la Fondazione vorrebbe negoziare al meglio l’ingresso del partner e la cessione non dovrebbe avvenire prima del 2027.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
