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«Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha iniziato l’informativa in Senato sull’operazione militare in Iran. «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo — ha aggiunto — Noi come tedeschi e polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata. La linea politica (dell’Italia, ndr) è quella dell’Unione europea. Non siamo isolati, abbiamo partecipato a una riunione e approvato un documento, quella è la linea che segue l’Ue e noi non siamo affatto isolati».
La situazione dell’Italia
«La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo.
Per questo, insieme al Ministro Crosetto abbiamo ritenuto importante venire immediatamente in Parlamento a riferire sui primi sviluppi della crisi, sulle iniziative che il Governo italiano sta attuando per favorire l’allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione», ha detto il ministro degli Esteri. «La prima notizia positiva, che condivido con voi con un sentimento di profondo sollievo, è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell’azione del Governo».
70mila italiani nella regione
«Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti», ha detto Antonio Tajani. «Vorrei condividere alcune buone notizie. Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese», ha aggiunto il ministro degli Esteri in audizione nelle commissioni di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
Cosa succederà ora
«Il Governo italiano continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato. Continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile», ha detto il ministro.
L’aumento dei costi
«Dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%». Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nell’informativa in corso davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.
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