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«Casa nostra» è il fioretto femminile. Anche a migliaia di chilometri da casa. Anche a Hong Kong, dove l’Italia torna a mettersi al collo una medaglia d’oro individuale dai Mondiali di scherma tre anni dopo l’ultima volta. Già in bacheca gli argenti di Filippo Macchi nel fioretto maschile e di Giulia Rizzi e Davide Di Veroli nella spada, guadagnate queste tre medaglie in appena due giorni di finali individuali, alla terza giornata ecco la doppietta dalla corazzata azzurra: oro per la 24enne padovana numero 2 del ranking Martina Favaretto, argento all’eterna Arianna Errigo. E fanno 98: tanti sono i podi iridati ottenuti dal fioretto femminile. In generale, per l’Italia è l’oro numero 125 nella storia dei Mondiali, un secolo dopo il successo di Giorgio Chiavacci nel fioretto maschile a Budapest 1926.
Che percorso!
Perfetto il cammino della 24enne neocampionessa del mondo Martina Favaretto: 15-5 al primo turno contro la britannica Tsang, 15-4 al secondo sulla russa Mamedova e agli ottavi sulla canadese Guo.
Poi 15-11 sull’altra canadese Hayes e, in semifinale, il 14-11 sul funambolo giapponese Ueno, alla medaglia di bronzo. Nel derby finale per il metallo più luccicante, assalto a senso unico, con la veneta che alla fine chiude in 15-7. Per lei è la sesta medaglia iridata in carriera, la terza individuale dopo due bronzi.
Sicuro era stato però anche il percorso della 38enne Arianna Errigo. Al suo cospetto erano cadute la macaense Ku (15-9), la cinese Fu (15-10) e la coreana Park (15-6), prima di incrociarsi con l’altra compagna in azzurro Anna Cristino: 15-7 per poi proiettarsi alla semifinale, mai in discussione, con l’ucraina Poloziuk (15-7) alla quale è andato l’altro bronzo.
Bilancio monumentale
Oltre a Cristino, l’altra italiana lontana dalla girdandola delle medaglie è Martina Batini, eliminata ai quarti di finale proprio da Poloziuk. Il bilancio finale di quattro azzurre tra le prime sei al mondo fa rimanere a bocca aperta. Se proprio vogliamo andare a cercare il classico (e in questo caso microscopico, quanto inutile) pelo nell’uovo, tre anni fa dal fioretto femminile fu tripletta anziché doppietta: Volpi, Errigo, Favaretto, oltre alla statunitense Kiefer. Controbilancia, in questo 2026, la sciabola maschile, con gli azzurri che escono tra primo (Cosimo Bertini, Matteo Neri e Pietro Torre) e secondo turno (Michele Gallo).
Da domani, martedì 28 luglio, le prime gare a squadre con fioretto maschile e spada femminile. Per l’Italia Filippo Macchi, Tommaso Marini, Tommaso Martini e il romano Guillaume Bianchi; Gaia Caforio, Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi e Alberta Santuccio. Diretta RaiSport ed Eurosport dalle 11.
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