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Mondiali 2026, cosa può cambiare con la guerra in Medio Oriente? L’Iran si ritira ma a Trump non interessa. Quale squadra può prenderne il posto


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La guerra in Iran potrebbe avere ripercussioni concrete sui Mondiali di calcio in programma a giugno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. La situazione attuale non è rasscurante e anche la Fifa deve fare i conti con uno scenario geopolitico in evoluzione che potrebbe impattare sulla competizione più prestigiosa del mondo sportivo. 

Mondiali 2026, i possibili scenari

L’Iran si è tirato fuori dalla Coppa del Mondo e quindi non dovrebbe partecipare, nonostante avesse già acquisito la qualificazione per la quarta volta consecutiva, vincendo il gruppo A durante la fase di qualificazione. In epoca moderna, sarebbe la prima volta che una squadra qualificata non partecipa ad un Mondiale. Donald Trump, però, ha affermato di non essere interessato: «Non mi interessa davvero. Penso che l’Iran sia un Paese gravemente sconfitto. Stanno andando a rotoli». L’Iran è stata l’unica nazione assente dal vertice di pianificazione della FIFA per i partecipanti ai Mondiali tenutosi questa settimana ad Atlanta, aggravando i dubbi sulla possibilità che la nazionale iraniana scenda in campo sul suolo statunitense quest’estate, nel mezzo di una guerra in atto.

Mehdi Taj, presidente della federazione calcistica iraniana, ha affermato che la violenza degli attacchi da parte delle forze statunitensi e israeliane non fa ben sperare per la Coppa del Mondo, che si terrà dall’11 giugno al 19 luglio, dichiarando: «Non è possibile stabilirlo con precisione, ma ci sarà sicuramente una risposta. I massimi dirigenti sportivi analizzeranno la situazione e decideranno come procedere. Alla luce della brutalità di questo attacco, è molto difficile guardare al Mondiale con ottimismo».

Secondo «Politico», l’Iran è uno dei due paesi concorrenti soggetti al divieto di viaggio più restrittivo imposto da Trump, emanato con un ordine esecutivo lo scorso giugno. Mentre il divieto esclude le squadre della Coppa del Mondo e il personale di supporto, le decisioni sulle eccezioni al visto per gli altri – inclusi esponenti governativi o dirigenti di aziende che sponsorizzano le squadre – sono lasciate al Dipartimento di Stato, caso per caso.

Andrew Giuliani, direttore della Task Force della Casa Bianca per la Coppa del Mondo FIFA, ha parlato al «Politico» pochi giorni fa in merito alla questione: «L’azione decisa del presidente Trump per eliminare l’Ayatollah, il più noto sponsor statale del terrorismo, elimina una grave minaccia destabilizzante e contribuirà a proteggere le persone in tutto il mondo, compresi gli americani e i milioni di persone che hanno in programma di partecipare ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti».

Quale nazionale potrebbe rimpiazzare l’Iran?

L’Iran è attualmente inserito nel Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite previste tra Los Angeles e Seattle. Qualora dovesse decidere di ritirarsi, ecco cosa potrebbe succedere. Il regolamento FIFA della Coppa del Mondo 2026 lascia infatti ampia discrezionalità all’ente che guida il calcio mondiale. L’articolo 6.2 stabilisce innanzitutto le sanzioni economiche: «Una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione al torneo».

L’articolo 6.7 riguarda invece la sostituzione della squadra. «Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione».

«Se l’Iran non andasse ai Mondiali, la Fifa può decidere di fare quello che vuole con i sostituti ma è probabile che il prescelto faccia parte dei Paesi asiatici, al momento direi Iraq ed Emirati». Così l’ex membro del board della Fifa Evelina Christillin, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha risposto in merito alle possibili nazionali che potrebbero sostituire l’Iran e sull’ipotesi che l’Italia possa prendere il posto eventualmente lasciato libero dalla nazionale iraniana. «La decisione spetta al Council della Fifa, anche se di solito Infantino decide da solo».


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