Prosegue senza particolari scossoni la seduta dei mercati europei, con gli investitori orientati alla cautela in vista della riunione della Federal Reserve prevista per domani. A metà mattinata il FTSE Mib si attesta a 45.052 punti, in crescita di poco oltre lo 0,2%, attestandosi sopra la soglia psicologica dei 45.000 punti e segnando una delle performance migliori tra le principali piazze del Vecchio Continente.
Milano vede protagonista il settore finanziario, con Banca Mediolanum (+1,2%), Poste Italiane (+1%), Unicredit (+0,9%) e Banco BPM (+0,7%), favorito dalla soluzione della governance di Anima e dalle attese per il cda di Mps (+0,8%). In risalto anche Prysmian (+1%) e Brunello Cucinelli (+0,3%) mentre tra i titoli deboli spiccano Amplifon (-3,2%) e Nexi (-2,1%), penalizzate dalla rotazione settoriale. Vendite inoltre su Mediobanca (-1,6%) e sugli energetici, con Enel ed Eni entrambe poco sotto la parità a fronte di un petrolio in calo.
Sullo sfondo, lo spread Btp/Bund si riporta vicino ai 60 punti (59,5), toccando nuovi minimi da inizio anno. Il rendimento del decennale italiano sale sopra il 3,47%, in linea con il clima di attesa sulla politica monetaria USA e sulle prospettive di inflazione nell’Eurozona.
Le altre borse europee risultano moderatamente positive ma senza slanci: il Dax di Francoforte oscilla poco sotto la parità (-0,1%) attorno ai 24.900 punti, Parigi mostra stabilità (+0,02%), mentre meglio fanno Londra (+0,3%) e Madrid (+0,1%). L’indice Euro Stoxx 50 guadagna lo 0,2%. Il comparto energetico resta debole, con il petrolio WTI scambiato sotto i 61 dollari al barile e il Brent poco sopra i 66. I prezzi del gas tornano invece a salire sopra i 40 euro/MWh (+2,7%) per via delle incertezze climatiche.
Sul fronte valutario, l’euro continua a perdere terreno sul dollaro e scambia a 1,188, denotando debolezza della moneta unica in attesa di nuove indicazioni macro dalle principali economie.
In Asia chiusura solida per Hong Kong (+1,3%) trainata anche dal balzo di Puma dopo l’acquisto di una quota di controllo da parte della cinese Anta, seguita da Tokyo (+0,8%) e dati in lieve ripresa per Shanghai (+0,2%). Dall’altra parte dell’Atlantico, i future sugli indici USA sono poco mossi dopo un lunedì volatile: la chiusura di Wall Street ha visto il Dow Jones guadagnare poco più dello 0,6%. Gli operatori restano in attesa soprattutto degli sviluppi dalle principali big tech e delle parole del presidente Fed Powell.
Tra le materie prime, oro stabile sopra i 5.120 dollari l’oncia, mentre spicca il buon momento dell’argento che viaggia oltre i 112 dollari (+1,8%). Da segnalare la fiammata diplomatica tra Ecuador e Colombia sul trasporto di greggio, con un decuplicamento delle tariffe che rischia di influire sul bilancio energetico regionale.



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