La Camera dei deputati argentina ha approvato il testo di ratifica dell’accordo commerciale tra Ue e Mercosur, lanciando Buenos Aires nella corsa a completare l’iter prima di Brasile, Uruguay e Paraguay, che hanno comunque annunciato tempi rapidi. Il governo di Javier Milei aveva trasmesso al Parlamento il disegno di legge il 6 febbraio, inserendolo tra i temi delle sessioni straordinarie prima dell’avvio ufficiale dell’anno legislativo, il 1° marzo. Anche il Brasile ha avviato l’iter in commissione alla Camera il 2 febbraio, con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva deciso a velocizzare l’esame parlamentare.
Uruguay e Paraguay hanno a loro volta trasmesso il testo ai rispettivi parlamenti nelle ultime settimane, con l’obiettivo di completare la ratifica entro febbraio. Ma intanto Donald Trump e Javier Milei legittimano l’italian sounding siglando un’intesa che, di fatto, spiana la strada nel mercato argentino alle imitazioni made in Usa dei nostri prodotti alimentari. Come ha ricordato la Coldiretti, negli Stati Uniti l’industria dell’alimentare made in Italy taroccato (i prodotti di punta sono proprio i formaggi come il Parmesan) va a gonfie vele, con la produzione che ha superato di recente i 40 miliardi in valore.
L’intesa tra Trump e Milei va nella direzione opposta rispetto a quanto previsto dell’accordo Ue-Mercosur firmato a gennaio ad Asunción, in Paraguay, dal momento che quest’ultimo accorda invece ai prodotti alimentari italiani ed europei una protezione speciale. Per colpa del cosiddetto “italian sounding” nel mondo più due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi, secondo la Coldiretti. Lo scandalo dei falsi prodotti italiani costa al nostro Paese circa 120 miliardi di euro all’anno. «Le Dop più a rischio per l’Italia sono Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele. Ma oltre alle Ig italiane, ci sono camembert, feta, gouda, emmental», avvertono Coldiretti e Filiera Italia. Ci saranno conseguenze, insomma, anche per i salumi: l’intesa Trump-Milei si propone infatti di proteggere pure le brutte copie made in Usa della mortadella, del prosciutto e del chorizo spagnolo. In cambio del lasciapassare sull’italian sounding gli Stati Uniti elimineranno i dazi doganali su oltre 1.600 prodotti argentini, così prevede l’intesa raggiunta con Milei. Non solo.
L’accesso al mercato per la carne argentina viene agevolato portando la quota di importazione di carne bovina esente da tariffe a 100.000 tonnellate, cinque volte di più di quanto era stato previsto finora. Buenos Aires, dal canto suo, cancellerà i dazi su oltre 200 prodotti americani. Eppure nell’ambito dell’accordo Ue-Mercosur (di cui l’Argentina fa parte) dovrebbero essere riconosciute 344 indicazioni geografiche europee, con il divieto di imitazioni e termini, simboli, bandiere o immagini fuorvianti. Il Paese di Milei, aprendo il mercato alle imitazioni Usa, è già venuto meno a questo impegno. «Così decade la protezione accordata dal Mercosur alle eccellenze a indicazione d’origine italiane ed europee, compromettendo l’intesa», denuncia Coldiretti.
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