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«Mentalmente sto migliorando, in campo ora sono più tranquillo»


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Carlos Alcaraz si gode il trono e un inizio di 2026 da assoluto dominatore. Dopo il trionfo nel deserto del Qatar, il numero uno del mondo ha analizzato ai microfoni di Marca la finale vinta contro Arthur Fils, definendola una delle sue migliori prove di sempre: «La colloco tra le mie migliori 10 o 15 prestazioni di sempre. È stata una finale completa. Sono stato aggressivo quando dovevo esserlo e rimasto paziente quando era necessario esserlo».

Il murciano, che con il titolo di Doha ha aggiornato la sua bacheca a 26 trofei, ha mostrato una solidità mentale impressionante, approfittando anche del passaggio a vuoto del suo avversario: «Fils è stato falloso, non so se perché confusosi col suo piano tattico o solo perché non gli riuscivano i suoi colpi, ma io mi sentivo molto tranquillo in campo e questo mi ha permesso di giocare un buon tennis». Con un bilancio immacolato di 12 vittorie e 0 sconfitte in stagione, «Carlitos» sembra aver risolto quei cali di tensione che lo avevano frenato in passato: «Mentalmente sto facendo passi avanti. I nove titoli vinti negli ultimi tredici tornei sono la dimostrazione della costanza che sto avendo».

Nonostante l’aura di imbattibilità che lo circonda, Alcaraz resta coi piedi per terra, consapevole che i rivali studiano ogni sua mossa per fermarne la corsa: «Di sicuro avermi visto giocare a Doha o vincere in Australia può averli indotti a dire «mamma mia Carlitos come sta giocando», e in caso di eventuali futuri scontri diretti è una sensazione che potrebbe metterli in maggiore difficoltà».

Ora, prima di volare negli Stati Uniti per dare la caccia al tris a Indian Wells, lo spagnolo si rifugia a casa per ricaricare le pile, un’abitudine che per lui è vitale: «Stare a casa mi rilassa, mi tranquillizza, mi aiuta a dar il giusto valore a tutto il resto alla fine di ogni titolo o di ogni torneo.

Questi piccoli momenti di pausa sono quel che realmente mi aiuta».


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