09.01.2026
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Meloni chiama Mattarella: «L’Italia farà tutto il possibile per la pace». La Russa: «Grazie presidente»


Meloni chiama Mattarella: l’Italia farà tutto il possibile per la pace

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esprimere al Capo dello Stato l’apprezzamento del Governo per il discorso di fine anno rivolto agli italiani. Nel corso del colloquio, il Presidente Meloni ha ringraziato il Presidente Mattarella per aver posto l’accento sul significato profondo incarnato dall’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica. Lo riporta una nota. Meloni ha ribadito che l’Italia continuerà a fare tutto ciò che è possibile, ad ogni livello, affinché la pace possa al più presto tornare in Ucraina, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo dove la guerra ha preso il sopravvento e ha soppiantato il dialogo tra le Nazioni.

La Russa: efficaci immagini di storia patria, grazie presidente

«Le efficaci immagini di storia patria illustrate dal Presidente Sergio Mattarella per gli 80 anni della nostra Repubblica, ci parlano di unificazione, orgoglio e appartenenza a un’Italia, davvero “storia di successo nel mondo”. Una Nazione che si riconosce nella Costituzione, nella democrazia e nei valori della pace, del confronto costruttivo, della bellezza e della tenacia. La pace, ha ricordato il Presidente, è un modo di pensare che non può esistere se prima non si disarmano le parole e non si riconosce nell’altro un interlocutore. La Repubblica siamo noi, più forti di ogni notte, più forti di ogni terrorismo, più forti di ogni divisione o polemica. La Repubblica sono i giovani cui affidiamo il futuro e le speranze della Patria. La Repubblica è la nostra democrazia, che è più forte di ogni ostacolo, di ogni guerra che ci angoscia anche in questi giorni di festa e serenità. Nel ringraziare il Capo dello Stato per il suo importante operato, rivolgo a lui i miei migliori auguri di buon anno”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Salvini: da Mattarella saggio richiamo alla pace

«Il presidente valorizza il tema della pace e l’importanza del dialogo, anche disarmando le parole, ricordando quanto ripetuto piu volte dal Santo Padre. Sono riflessioni opportune e sagge, che spero tocchino menti e cuori di coloro che continuano a parlare di guerra a oltranza. Il Capo dello Stato ha citato anche le Olimpiadi Milano Cortina e ha ricordato il Piano Casa, ricordando la difficolta delle giovani coppie: e un onore e un dovere, per me e per tutto il governo, continuare a lavorare con energia ed entusiasmo affinche i Giochi Olimpici siano un successo, e un grande piano casa per giovani e famiglie una realta». Lo dichiara il vicepremier, Matteo Salvini, commentando il messaggio di fine anno del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Mattarella ai giovani: non rassegnatevi, scegliete il vostro futuro

«Desidero rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno — che vi giudica senza conoscervi davvero — vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna. Auguri! Buon 2026!». Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale.

Mattarella: vivere e testimoniare i valori della Costituzione

«Spesso diciamo che i principi e i valori che le madri e i padri costituenti ottanta anni fa incisero nella Costituzione vanno vissuti, testimoniati ogni giorno: è questo che li ha fatti diventare realtà nelle scelte quotidiane di ognuno di noi». Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale.

Mattarella: Italia apprezzata per lo stile di vita, col cibo patrimonio internazionale

«Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale». Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale.

Mattarella: Repubblica spartiacque della nostra storia

«La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità». Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel discorso di fine anno. «La democrazia italiana che muove i suoi primi passi nel dopoguerra -ha ricordato- è giovane, dinamica, mette radici, dialoga nel mondo. Le immagini della firma dei Trattati di Roma, nel 1957, consegnano un successo e un altro momento decisivo, con l’Italia in prima linea nella costruzione della nuova Europa. Proprio l’Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono i due pilastri della ricostruzione. L’Unione europea e l’Alleanza atlantica hanno coerentemente rappresentato -e costituiscono- le coordinate della nostra azione internazionale».

Mattarella: l’Europa e la Nato rimangono le nostre coordinate

«Le immagini della firma dei Trattati di Roma, nel 1957, consegnano un successo e un altro momento decisivo, con l’Italia in prima linea nella costruzione della nuova Europa. Proprio l’Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono i due pilastri della ricostruzione. L’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica hanno coerentemente rappresentato — e costituiscono — le coordinate della nostra azione internazionale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno.

Mattarella: costituenti crearono Costituzione superando una forte dialettica

«L’Assemblea costituente, eletta contestualmente al referendum che sancì la scelta repubblicana, fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti, anche molto forti. Di mattina i costituenti discutevano — e si contrapponevano — sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno.

Mattarella: ripugnante il rifiuto di chi nega la pace perchè si sente più forte

«Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno.

Mattarella: si chiude anno non facile, speriamo in tempi migliori

«Si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore. La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno

Nel backstage del discorso di Mattarella la foto storica del 2 giugno 1946

 La foto di Federico Patellani divenuta il simbolo della vittoria del referendum per la Repubblica, il 2 giugno 1946, è uno degli elementi scelti per la scenografia del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , che ricorderà la ricorrenza: 80 anni nel 2026. Il dettaglio emerge dal video sul backstage, nella sala alla Vetrata al Quirinale. La storica foto ritrae una ragazza sorridente che sventola il Corriere della Sera, col titolo: «E’ nata la Repubblica italiana». Negli anni, quello scatto è stato riprodotto centinaia di volte su libri e locandine. E anche opere d’arte. Come quella che confronta nelle immagini del backstage: la foto è sovrastata dal tricolore e sotto confronta la scritta «2 giugno 1946».

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