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Marina Inì, dalle piscine di Roma al titolo italiano e al bronzo europeo in “acque gelide”


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Marina Inì è già una campionessa in una disciplina in forte ascesa nell’ultimo periodo in Italia: il nuoto in “acque gelide”. Campionessa italiana e bronzo europeo si allena con i master di Luciano Vietri a Roma in piscina, alternando i laghi gelati dell’Abruzzo e delle Dolomiti. A gennaio si è aggiudicata il primo campionato italiano di nuoto in acque gelide italiano (gara organizzata dalla International ice swimming associaton, Isa) che si è disputato sul Lago di Cavazzo (Udine), dove Marina si è imposta con oro e titolo nella disciplina dei mille metri con un tempo di 15’42” in acqua a soli 4,7 gradi (la distanza più lunga prevista per questo tipo di competizione). Poche settimane dopo, agli Europei di Molveno (piscina olimpionica all’aperto) è salita nuovamente sul podio nei 500 metri e 1000 metri a una temperatura di 1.7 gradi. Nei 500 è arrivata seconda di categoria ma il risultato migliore l’ha fatto registrare nei 1000, 3a assoluta e 1a di categoria (15′ 20”), un grosso risultato per chi si è avvicinata a questa nuova disciplinata da soli due anni. Le gare di nuoto in acque gelide si svolgono in laghi, fiumi, piscine o altri specchi d’acqua con una temperatura inferiore ai cinque gradi centigradi e l’unico equipaggiamento previsto per gli atleti sono un semplice costume regolamentare, occhialini e cuffia. Non è permesso indossare alcuna muta, o qualsiasi cosa possa aiutare a combattere gli effetti del gelo. Insomma Marina è una campionessa con la A maiuscola una vera wonder woman che ha costruito la sua carriera tra le corsie della piscina coperta e che oggi sfida il freddo estremo.

Dopo un passato nel nuoto agonistico da bambina e un ritorno alle competizioni in acque libere nel 2022, Inì si è avvicinata al mondo dell’ice swimming solo nel 2023, durante il suo periodo di ricerca a Cambridge.

Marina oggi si allena a Roma con il gruppo master guidato da Luciano Vietri, ma le sue gare si svolgono tra i laghi e le acque più fredde d’Europa. Per lei allenarsi significa anche viaggiare: si prepara tra Castel Gandolfo, il lago del Turano e i laghi di Varese soprattutto durante le vacanze invernali. Temperature rigorosamente sempre sotto i 5 gradi, solo cuffia, occhialini e costume da gara: il regolamento dell’ice swimming non ammette scorciatoie. «Ho iniziato quasi per gioco a Cambridge durante gli studi accademici, poi non ho più smesso. Mi piace la fatica e la concentrazione che servono per stare in acqua ghiacciata», ha raccontato la nuotatrice. Ora punta ai Mondiali in Romania e si prepara una nuova impresa: l’Ice Mile (1.609 metri) un miglio nuotato in acqua sotto i 5 gradi. Se riuscirà, sarà la prima donna italiana a completarlo (tra gli italiani ci sono riusciti solo 4 uomini). Insomma dal mondo accademico alle acque estreme, l’atleta romana dimostra che passione, metodo e coraggio possono convivere. E che anche tra le correnti gelide nasce un nuovo modo di interpretare il nuoto.


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