Don Luigi Merola: «Giuseppe Musella è cresciuto prima nella sacra famiglia del rione Luzzatti. Noi della Fondazione A Voce de Creature abbiamo la fortuna di avere un campo di calcetto gratuito qui, i ragazzi l’hanno consumato, e Giuseppe era un campione, un campione del calcio, un campione dello sport. Era molto responsabile, e sapevamo che il padre stava in carcere, che la mamma entrava e usciva dal carcere, e dunque sapevamo che lui accudiva la sorella Ylenia, e sapevamo pure che lui difendeva le donne quando a volte venivano prese in giro qui. E dunque io sono rimasto sconvolto da questo suo gesto, e ci auguriamo che dalle indagini emerga anche che sarà successo sotto effetto di sostanze, perché purtroppo nell’ultimo periodo, chi lo ha incontrato, chi ha incrociato il suo sguardo non lo si riconosceva più perché cominciava a fare uso di cannabis. E dunque ci auguriamo che i tanti sacerdoti che l’hanno incrociato non si devono sentire sconfitti, come mi sono sentito io sconfitto, ma nella vita poi si sceglie di fare il bene o di fare il male. Ci incontreremo lunedì prossimo con altri parroci di Ponticelli per aiutare questa famiglia così ferita anche da questo dolore».
Nel servizio vengono illustrate anche alcune attività svolte ad oggi dalla Fondazione di Don Merola, che aiuta i ragazzi in difficoltà.
di Raffaele Accetta
