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«Livello scontro richiama dinamiche terroristiche. Corteo Askatasuna resa dei conti con lo Stato»


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Un lungo applauso ha acccolto le parole di solidarietà del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi verso gli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino durante il corteo pro Askatasuna. Il ministro, dando il via alla sua informativa in Aula alla Camera, ha detto che i disordini «confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili».

L’intervento

«Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità», ha aggiunto Pinatedosi. «È il caso di sottolineare che il centro sociale Askatasuna, dopo essersi caratterizzato per 30 anni di illegalità e di violenze perpetrate in tutta Italia, il 18 dicembre scorso è stato finalmente sgomberato, ponendo fine all’occupazione abusiva di un immobile di proprietà pubblica troppo a lungo tollerata». 

«Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato» ha chiarito il ministro. «Credo che l’unanime condanna alle aggressioni e alle violenze viste a Torino rappresenti un indispensabile segnale di responsabilità e di moderazione, senza il quale si rischia solo di inasprire il confronto e offrire il pretesto a chi vuole alimentare lo scontro. L’auspicio è, dunque, che tutte le forze politiche presenti in Parlamento riescano a trovare una sostanziale convergenza e condividere posizioni comuni per respingere, senza ipocrisie o infingimenti, ogni tentazione di blandire o giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche, sostenendo le forze di polizia attraverso l’individuazione di ulteriori misure di tutela da ogni violenza e forma di aggressione» ha sottolineato ancora Piantedosi.

Le indagini

«All’esito di una primissima attività d’indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale», ha chiarito il ministro. «Tra di esse anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso». 


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