Aumenta l’allerta in Europa. Dopo l’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran e la rappresaglia di Teheran, aumentano le tensioni non solo in Medio Oriente, ma anche in molti Paesi dell’Ue. Francia, Germania e Regno Unito si sono dette pronte a difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo, se necessario, adottando «azioni difensive» contro l’Iran. E intanto, in questo clima di profonda agitazione, alcune voci della diplomazia e dell’intelligence israeliana hanno rilanciato l’idea che il programma missilistico di Teheran possa non essere più confinato al Medio Oriente: secondo tali affermazioni, certi vettori iraniani sarebbero in grado di raggiungere obiettivi ben più distanti, mettendo teoricamente nel mirino capitali come Roma, Parigi o Londra.
Le distanze
Per comprendere cosa ci sia di tecnicamente reale e cosa sia invece esagerazione o strumentalizzazione, è fondamentale fare un passo indietro su numeri e capacità. Le distanze geografiche contano: dalla capitale iraniana alle principali città europee si parla di migliaia di chilometri — circa 3.400 km per Roma, oltre 4.000 km per Parigi e Londra — una distanza molto superiore al raggio di gran parte dei sistemi balistici e da crociera dichiarati o osservati.
L’arsenale missilistico iraniano
L’arsenale missilistico iraniano è ampio e variegato e include numerosi modelli di missili balistici e da crociera a medio raggio, progettati principalmente per coprire teatri regionali e obiettivi nel Medio Oriente. Diverse stime indicano che molte di queste armi hanno un raggio operativo compreso fra circa 1.300 e 2.000 km, efficace per minacciare paesi come Israele, territori arabi confinanti e basi americane nella regione, ma non sufficiente da solo per raggiungere l’Europa occidentale partendo da suolo iraniano. Alcune versioni di missili da crociera, come quelli della famiglia Hoveyzeh/Soumar, sono state associate in passato a portate teoriche più elevate, fino a circa 2.000-3.000 km, ma tali performance non risultano confermate da test pubblici verificati e restano in gran parte proiezioni teoriche piuttosto che capacità operative dimostrate. In altre parole, la stragrande maggioranza dei sistemi iraniani oggi noti non ha un raggio sufficiente per raggiungere direttamente città europee occidentali da basi interne all’Iran. Per arrivare a colpire obiettivi come Roma o Parigi, servirebbero missili balistici o da crociera con gittate ben superiori e, finora, non ci sono prove pubbliche che Teheran disponga di sistemi del genere pienamente operativi. Questo non significa che la minaccia sia inesistente: in uno scenario di escalation, missili e droni iraniani possono rappresentare un pericolo concreto per paesi limitrofi o per basi militari occidentali nel Medio Oriente, e alcune traiettorie di volo potrebbero tecnicamente attraversare spazi aerei alleati come quelli di Grecia o Turchia.
Attaccata base militare inglese a Cipro
Intanto, le forze britanniche hanno dichiarato di aver risposto a un sospetto attacco con droni alla loro base militare a Cipro. L’attacco ha colpito la base della Raf di Akrotiri a mezzanotte, ha affermato il ministero, aggiungendo che le sue forze stavano gestendo una «situazione attiva». «La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente», ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa in una nota. L’incidente è avvenuto mentre la Gran Bretagna ha accettato domenica di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi «difensivi» volti a distruggere i missili iraniani e i loro lanciatori.
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