Dopo otto anni trascorsi al Lipsia, Kevin Kampl, centrocampista classe 1990, ha deciso di voltare pagina. Il calciatore sloveno ha raccolto ben 283 presenze, segnando 10 gol. Un calciatore che è entrato nel cuore dei tifosi, visto che, in più occasioni ha avuto la possibilità di firmare con club più prestigiosi, rimanendo però fedele ai “Tori Rossi”. Allora perché ha deciso di mollare a metà stagione? Il motivo è molto personale e non riguarda il terreno di gioco. L’atleta ha infatti preferito tornare in Slovenia, per poter assistere il padre malato. Dopo che, ad ottobre ha perso improvvisamente suo fratello Seki, il centrocampista ha deciso di sostenere la famiglia, mettendo il pallone in secondo piano.
Gli ultimi mesi difficili
Kevin Kampl ha vissuto un inizio di stagione davvero complesso. Il centrocampista, dopo aver perso suo fratello, non è più tornato in campo, lasciando di fatto un vuoto importante all’interno della squadra. Non solo a livello tattico, visto che è sempre stato un punto fermo del gruppo, ma anche nello spogliatoio, dove ha rappresentato in più occasioni il ruolo di leader. L’ultima gara giocata è stata a fine settembre, contro il Wolfsburg. L’intenzione però, non è quella di salutare solo sui social, come ha già fatto nella giornata di oggi. Si recherà infatti allo stadio la il 17 gennaio in occasione della partita contro il Bayern Monaco, per ringraziare i tanti tifosi che lo hanno sempre sostenuto.
I suoi profili social sono stati invasi di commenti dei sostenitori, molto addolorati per l’improvviso addio.
Le parole di Kampl
Sui suoi profilo social, Kampl ha voluto salutare i tifosi del Lipsia: «Dopo tanti anni, ho realizzato che è ora di tornare a casa, anche perché mio papà non sta bene e voglio passare più tempo con lui». In seguito, ha ringraziato tutti i componenti della società e i collaboratori che lo hanno sostenuto nel momento del bisogno. Il Lipsia, attualmente quarto in classifica, dopo aver vissuto una stagione horror lo scorso anno, sta cercando di ricostruire gruppo: questa assenza però, alle lunghe, potrebbe risultare pesante.
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