05.01.2026
12 Street, Rome City, Italy
Sports

«L’Inter è la più forte ma io dico Napoli. Nazionale? Non può permetterselo la Storia del nostro calcio. E su Gasperini…»


Gianfranco Zola, leggenda del calcio italiano, e non solo, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, dove ha dato il suo punto di vista sulla stagione appena conclusa e sul futuro delle squadre di Serie A. L’ex trequartista si è soffermato in maniera particolare sulle prime della classe, tra cui ovviamente il “suo” Napoli, con cui ha condiviso grandi anni di successi. Tra prospettive per il 2026 e possibili sorprese, ecco cosa ha detto l’ex calciatore sardo.

Napoli e Inter

Gianfranco Zola ha trascorso quattro anni al Napoli, riuscendo a conquistare lo storico scudetto della stagione 1989-90. L’ex calciatore ha voluto analizzare la strabiliante annata di Conte, in cui sono arrivati due trofei: «Scudetto e Supercoppa rappresentano simboli di una grandezza che gli appartiene. È innegabile ed è scritto negli ultimi quindici anni, in cui Aurelio De Laurentiis ha investito in maniera possente e appropriata». Ha però ammesso che vede ancora i nerazzurri più avanti a livello di rosa, seppur la speranza, sia quella di vedere altre vittorie dei partenopei: «La più forte, anche se di poco, per me è l’Inter. Ma sono un romantico, dico Napoli per ciò che ha rappresentato nella mia vita.

Il mio primogenito è nato lì e lì, non devo ricordarlo, ho ricevuto tantissimo».

Zola ha spiegato poi, sui nerazzurri, che: «Ha due uomini di valore altissimo in ogni ruolo che la proiettano a livello internazionale come una delle squadre più autorevoli. Ha saputo rischiare, ha voluto Chivu, ci ha creduto, e Marotta e Ausilio sono stati premiati per questa intuizione: va riconosciuto il coraggio della scelta in quei giorni complicati e anche dolorosi, i riflessi della sconfitta con il Psg, un clima un po’ così. E Chivu si sta facendo apprezzare in ogni forma: tecnica, tattica e comunicativa. Parla bene, dice cose giuste, ponderate».

Sulla sua ex squadra ha aggiunto invece che: «C’è tanto di De Laurentiis in questa dimensione, divenuta enorme con la capacità di prendere Conte. Un club che si porta appresso anni e anni di riferimenti di assoluta autorevolezza, se pensiamo a chi sono stati gli allenatori in questa epoca e quali i giocatori che si sono avvicendati. E poi la immediatezza sul mercato: si fa male Lukaku e vanno a prendere con il cash Hojlund» .

Il parere su Allegri, Gasperini e Spalletti

Nella lotta per lo scudetto non ci sono solamente Inter e Napoli, ma anche il Milan di Allegri, nonostante una rosa  qualitativamente inferiore rispetto alle contendenti: «Fino ad essere protagonista della lotta scudetto non mi sarei spinto. Ha Allegri, è un fattore, assorbe le difficoltà e le risolve. Ha un vissuto che parla per lui. E Max ha personalità per stare in una società con un passato così imponente. Resisterà, non mollerà».

Ha poi aggiunto che gli allenatori stanno continuando a dimostrare di essere il fattore chiave per la svolta delle squadre: «Certo che sì. Pensiamo a Spalletti che ha rialzato la Juventus e a Gasperini che con la Roma può dare ulteriore seguito ai trionfi con l’Atalanta. L’ultimo Gasp è addirittura evoluto, prima era solamente verticalità adesso è anche palleggio, che già non mancava in precedenza. Ma sono soluzioni che arricchiscono».

Ha poi voluto fare un plauso alla sua Sardegna, con il Cagliari che, dopo un inizio in salita, ha finalmente trovato stabilità: «Fabio Pisacane ha modellato la squadra, che usa tanto il cervello. Pur con avversari superiori, va a giocarsela e sempre attraverso l’intelligenza. Un bel modo di darsi una identità precisa, netta, molto piacevole». 

Giocatori del 2026

Zola, tra le varie argomentazioni che ha affrontato, ha anche rivelato quali potessero essere, secondo lui, i giocatori pronto a sbocciare in questo nuovo anno: «Pio Esposito e Scamacca sono regali per la Nazionale; Hojlund sta facendo ammattire tutti, anche quelli del Manchester United, che dopo McTominay hanno ceduto anche un attaccante del genere per le scellerate interpretazioni di Ten Haag. E poi Lautaro Martinez o Thuram. O lo stesso Chivu. O Conte che potrebbe fare la storia mettendo assieme due titoli consecutivi a Napoli».

Per quanto riguarda gli allenatori, l’ex Cagliari non ha dubbi: «Fabregas è stato un calciatore straordinario e allenatore che conquisterà: il Como non è una sorpresa, non per come gioca e per il modo in cui investe. Spende ma ha prospettive, con giovani così belli da vedere. E poi aggiunga Italiano e il Bologna, una realtà, con un tasso spettacolare sempre ragguardevole». 

La Nazionale

Infine, Zola ha chiuso con la Nazionale, che dovrà affrontare i playoff per poter far parte del prossimo Mondiale. L’ex calciatore ha sottolineato in maniera netta che «Non può permetterselo la Storia del nostro calcio e dunque ognuno, stampa inclusa, deve avere un ruolo e creare atmosfera. Non siamo da buttare, non lo eravamo neanche prima, ma dobbiamo esserci, perché averne saltati già due è stata una mazzata. Va sostenuto Gattuso, pure dalla sorte: ci sono attaccanti che possono andare ad alimentare la forza offensiva, già rilevante con Kean e con Retegui». 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]