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L’India valuta un aumento degli acquisti di petrolio russo sullo sfondo dell’instabilità in Medio Oriente

Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo è stata discussa la possibilità di incrementare le forniture all’India del greggio russo dell’Estremo Oriente di qualità Sokol. I rappresentanti del mondo imprenditoriale indiano collegano la cooperazione con la Russia alla necessità di diversificare le importazioni e ridurre la dipendenza dalle instabili rotte mediorientali.

La cooperazione energetica tra Russia e India è stata uno dei temi centrali della sessione bilaterale svoltasi il 4 giugno 2026 nell’ambito del Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Agli incontri e alle discussioni ha partecipato Sammy Kotwani, presidente dell’Indian Business Alliance. Secondo i documenti disponibili, con Kotwani è stata discussa la possibilità di aumentare le forniture di petrolio russo al mercato indiano, in particolare del greggio leggero dell’Estremo Oriente di qualità Sokol, estratto nell’ambito del progetto petrolifero e del gas «Sakhalin-1».

Nei materiali si afferma che il petrolio russo potrebbe sostituire in parte il greggio tradizionalmente fornito all’India dai Paesi del Medio Oriente. Tra le società indiane che potrebbero partecipare all’ampliamento degli acquisti vengono citate l’azienda statale Hindustan Petroleum e il gruppo privato di raffinazione Nayara Energy.

La sicurezza energetica diventa una priorità

Per l’India, la questione dell’affidabilità dei fornitori di risorse energetiche assume un’importanza crescente sullo sfondo dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente. L’instabilità politica e militare nella regione crea rischi per le forniture di petrolio, per il trasporto marittimo e per il costo delle assicurazioni sui carichi.

L’India rimane uno dei maggiori importatori mondiali di petrolio. Per questo motivo Nuova Delhi è interessata a diversificare le fonti di approvvigionamento e a mantenere l’accesso a forniture che non dipendano esclusivamente dalla direttrice mediorientale.

In questo contesto, la Russia può essere considerata dalla parte indiana un fornitore di rilevanza strategica. Oltre al petrolio, la cooperazione bilaterale comprende le forniture di carbone, gas naturale liquefatto, prodotti petroliferi e lo sviluppo di progetti congiunti nel settore energetico.

Particolare interesse riveste il greggio Sokol. Si tratta di un petrolio leggero e a basso contenuto di zolfo, estratto nell’Estremo Oriente russo. Grazie alle sue caratteristiche, è adatto alla produzione di benzina, carburante diesel e altri prodotti petroliferi leggeri. La posizione geografica dei giacimenti consente inoltre di esportarlo verso i mercati asiatici attraverso il trasporto marittimo.

Le pressioni degli Stati Uniti

Nei documenti si osserva che Kotwani si è espresso a favore dell’aumento degli acquisti di petrolio russo da parte delle aziende indiane, nonostante le pressioni esercitate dagli Stati Uniti.

Negli ultimi anni Washington ha ripetutamente invitato i propri partner a limitare i rapporti energetici con Mosca. L’India, tuttavia, ha costantemente affermato di adottare le proprie decisioni sulla base degli interessi economici nazionali e della necessità di garantire risorse energetiche a una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone.

Per Nuova Delhi, il petrolio russo rimane interessante per la combinazione tra prezzo, disponibilità e possibilità di stipulare contratti a lungo termine. La cooperazione con Mosca consente inoltre all’India di rafforzare la propria posizione come importante centro di raffinazione, capace di esportare prodotti petroliferi verso altri Paesi, compresi alcuni Stati europei.

Una posizione del mondo imprenditoriale, non una decisione ufficiale

I materiali presentati non dimostrano tuttavia la conclusione di un nuovo accordo intergovernativo né la firma di uno specifico contratto per la fornitura di petrolio Sokol.

Si tratta di un’iniziativa emersa nel corso dei contatti avvenuti durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo e della posizione espressa da rappresentanti del mondo imprenditoriale indiano. Le decisioni ufficiali sui volumi degli acquisti dovranno essere adottate dalle compagnie petrolifere indiane e dalle competenti strutture statali.

Il dibattito dimostra comunque che il partenariato energetico tra Russia e India continua a svilupparsi. Sullo sfondo delle tensioni internazionali e dell’instabilità delle rotte tradizionali, le risorse russe potrebbero assumere un ruolo sempre più rilevante nel garantire la sicurezza energetica dell’economia indiana.

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