Il Parco Archeologico di Ercolano continua a fornire dati fondamentali per comprendere il mondo antico, grazie soprattutto allo studio dei legni rinvenuti negli scavi.
I legni antichi e la conservazione eccezionale
Tra i ritrovamenti più significativi spicca la culla di un neonato, recuperata in condizioni di conservazione straordinarie. Secondo l’archeologo Domenico Camardo, circa il 90% del legno utilizzato nell’antica Ercolano era abete bianco. Questo indica la presenza di vaste foreste di questa specie sui Monti Lattari e sul Vesuvio in epoca romana, permettendo così di ricostruire con precisione il paesaggio naturale del territorio.
Gli oggetti domestici e la vita quotidiana
Lo studio dei reperti lignei rappresenta una delle peculiarità più rilevanti di Ercolano, resa possibile dalle eccezionali condizioni di seppellimento dovute all’eruzione del Vesuvio. Grazie a queste circostanze, numerosi materiali organici si sono conservati in maniera eccellente, dando la possibilità di recuperare oggetti domestici come letti, armadi, tavolini, sgabelli e la stessa culla del neonato. Molti degli oggetti sono rimasti integri e mostrano ancora tracce dei colori originali.
Le testimonianze degli esperti
La funzionaria del Parco Archeologico di Ercolano, Maria Carmen Pepe, spiega come questi ritrovamenti consentano di ricostruire con sempre maggiore precisione la vita quotidiana degli abitanti dell’antica città romana. Durante le attività di valorizzazione e il press tour dedicato al sito, la stampa ha potuto approfondire il panorama più ampio del progetto di studio e tutela del patrimonio archeologico. Questo progetto comprende anche la ricostruzione degli ambienti domestici e delle tecniche costruttive dell’epoca.
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