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Olimpiade fa rima con innovazione, perché le edizioni della rassegna a cinque cerchi sono sempre caratterizzate dall’introduzione di nuovi sistemi per il cronometraggio, la misurazione dei risultati, la preparazione delle piste o la realizzazione delle attrezzature di gara. Milano-Cortina 2026 non è da meno, così tra due settimane le montagne italiane saranno teatro di un festival tecnologico applicato allo sport.
LE INNOVAZIONI
Dal 1932 Omega è cronometrista ufficiale dei Giochi, ruolo che tra Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige sarà ricoperto per la trentaduesima volta, con l’introduzione di alcune novità rese possibili dai recenti sviluppi della ricerca: dal fotofinish virtuale nel bob alla tecnologia Computer Vision, dal monitoraggio delle lame dei pattini nel pattinaggio di figura all’analisi dello stacco nel salto con gli sci fino all’indagine dei salti nel big air.
Sulla nuova pista Eugenio Monti di Cortina per la prima volta sarà possibile creare un’immagine composita di fotofinish nel bob, offrendo un confronto visivo dei tempi impiegati da ciascuna squadra per tagliare il traguardo.
I risultati ufficiali continueranno a essere basati sulle cellule fotoelettriche, ma le immagini offriranno un ulteriore supporto visivo per consentire a spettatori e commentatori di comprendere appieno l’evento. La Computer Vision si basa su un sistema di telecamere per monitorare i movimenti degli atleti e degli oggetti. Interagendo con un software di intelligenza artificiale, le telecamere registreranno in tempo reale posizioni, velocità, distanze, accelerazioni e altezza. Così facendo si potrà raccontare nel dettaglio la storia di ogni evento, mostrare esattamente il punto in cui una gara è stata vinta o persa, e rilevare dettagli che sfuggono all’occhio umano.
Al Forum di Assago la Computer Vision permetterà di osservare l’angolo delle lame dei pattini di ciascun pattinatore artistico, aiutando i giudici a valutare la qualità di esecuzione dei salti e a determinare i punteggi finali. L’analisi dei movimenti includerà dati in tempo reale sull’altezza, la durata e la velocità di atterraggio dei salti, mentre negli eventi di coppia si potrà identificare separatamente ciascun atleta. A Predazzo i software scandaglieranno le caratteristiche biomeccaniche di ciascun saltatore con gli sci e il modo in cui si posiziona il corpo in ogni istante dello stacco, consentendo di evidenziare rotazioni eccessive o insufficiente. La tecnologia si baserà su sensori indossati dagli atleti, su tre o quattro telecamere ad alta velocità e una telecamera aggiuntiva, in grado di produrre immagini stroboscopiche che verranno sovrapposte ai dati. A Livigno nel big air gli atleti non indosseranno più sensori di movimento, ma Omega con 4 o 6 telecamere ad alta velocità analizzerà i salti per le gare acrobatiche di snowboard e freeski. Dallo stacco all’atterraggio, i dati riveleranno velocità, rotazioni, altezze, distanze e posizioni del corpo in 3D.
Innovative anche le grafiche televisive, che forniranno tempi, punteggi e informazioni sugli atleti. La tecnologia Vionardo mostrerà le immagini con una risoluzione in 4K UHD (definizione ultra-alta), producendo una grafica integrata nei segnali video delle emittenti. Confermato a livello invernale lo Scan’O’Vision Ultimate, introdotto a Parigi 2024 e capace di catturare fino a 40.000 immagini digitali al secondo sulla linea del traguardo. Questo meccanismo rende più veloce per i giudici stabilire il risultato e distinguere i finali ravvicinati con la massima chiarezza. Il dispositivo sarà utilizzato nello short track, nello sci di fondo, nello ski cross e nello snowboard cross.
LA PISTOLA INTELLIGENTE
Ulteriore passerella a cinque cerchi anche per la pistola di partenza intelligente, che quando lo starter preme il grilletto emette un flash luminoso, attiva i cronometri facendo partire il tempo e produce un suono. Nello sci alpino campeggia ancora la tecnologia Snowgate, un sistema che emette un flash luminoso quando la bacchetta dello start si trova all’angolo e attiva automaticamente il cronometro quando l’atleta oltrepassa il cancelletto.
Ovviamente non si usano più cronometri meccanici, ma i secondi sono contati elettronicamente su un Quantum Timer, dotato di una risoluzione potenziata di un milionesimo di secondo. Sui tabelloni luminosi infine non più soltanto scritte, ma anche immagini, come la faccia degli atleti o la loro bandiera nazionale, e video dei momenti salienti delle gare. Il tutto ovviamente in tempo reale, perché dei Giochi che cominceranno il 6 febbraio non verrà perso nemmeno un attimo.
Per misurare i risultati previsti 550 operatori
Per realizzare il servizio di misurazione dei risultati Omega impiegherà 300 cronometristi e professionisti in loco e 250 volontari qualificati. La spedizione si avvarrà di oltre 130 tonnellate di attrezzature, posizionando nei luoghi di gara 65 tabelloni dedicati alle discipline specifiche e 20 tabelloni generali. Complessivamente saranno stesi nei cinque cluster agonistici più di 100 chilometri di cavi e di fibra ottica.
Quando nel 1956 arrivarono i cancelletti

Ai Giochi di Cortina 1956 nello sci alpino furono introdotti i cancelletti di partenza per segnalare l’inizio di ogni gara. Non appena gli atleti aprivano il cancelletto, si attivava il cronometro al quarzo. A Innsbruck 1964 compaiono i tempi delle gare in sovrimpressione sugli schermi televisivi. Gli spettatori non avevano mai avuto prima informazioni così rapide e dettagliate su un evento che si svolgeva a chilometri di distanza.
Nel 2006 i primi sistemi indossabili
In occasione dei Giochi olimpici invernalI di Torino che si sono svolti nel 2006, per la prima volta dei sistemi di cronometraggio sono stati indossati dagli atleti. Utilizzati principalmente nella nuova competizione a squadre di pattinaggio di velocità su pista lunga nell’ovale del Lingotto, i transponder venivano attaccati alle caviglie degli atleti ed erano in grado di inviare e di ricevere segnali via radio, consentendo così di registrare le misurazioni specifiche dei tempi.
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