01.02.2026
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Technology

la rivoluzione delle Zero-Click Search e l’avvento della Generative Engine Optimization


Il panorama del web sta vivendo una trasformazione silenziosa ma pervasiva: oggi, circa il 60% delle ricerche effettuate dagli utenti termina senza alcun clic verso siti esterni. Questo fenomeno, noto come Zero-click search e analizzato approfonditamente da SparkToro, è il risultato diretto dell’integrazione massiccia dell’Intelligenza Artificiale nelle pagine dei risultati. Se un tempo Google era un «vigile urbano» che smistava il traffico, oggi l’IA agisce come un «bibliotecario» che legge il libro al posto nostro e ci fornisce la risposta sintetica direttamente a video, prosciugando la visibilità e il traffico organico dei siti di informazione.

La rivoluzione dei motori di ricerca sta cambiando radicalmente il modo in cui le persone accedono alle informazioni e, di conseguenza, come i creatori devono produrle.

il mondo della comunicazione sta passando dal «portami sul mio sito» al «fai in modo che l’IA faccia il mio nome»: una sfida di pura reputazione digitale.

Il declino del traffico tradizionale e il ruolo dell’IA

Le interfacce di ricerca generativa, come le AI Overview, forniscono riassunti completi che soddisfano immediatamente il bisogno informativo dell’utente. Questo significa che per le risposte brevi, le definizioni o i dati statistici, l’utente non sente più la necessità di approfondire visitando la fonte originale. Per gli editori e i professionisti del digitale, questo si traduce in una drastica riduzione del numero di visitatori, mettendo in crisi i modelli di business basati sulle visualizzazioni pubblicitarie e richiedendo un cambio di paradigma totale nella strategia di pubblicazione dei contenuti. 

«Nella nostra visione — spiega Denise Cumella, esperta di autorevolezza e fondatrice di Libri d’Impresa — se l’intelligenza artificiale è un motore che macina dati, il libro d’impresa è il ‘combustibile nobile’ che ne orienta la direzione. Non è più solo un oggetto da leggere, ma un’ancora di stabilità informativa, un manifesto progettato per definire verticalmente una competenza in modo che l’AI possa mapparla senza ambiguità».

Dalla SEO alla GEO: la nuova ottimizzazione generativa

In questo contesto, la classica SEO, Search Engine Optimization, non è più sufficiente. La nuova frontiera è la GEO, ovvero la Generative Engine Optimization. Non si tratta più soltanto di scalare le posizioni su Google, ma di istruire gli algoritmi affinché citino un determinato sito come fonte autorevole all’interno della risposta generata dall’IA.

«Il libro offre una fonte fissa, verificabile e autoriale che i modelli generativi possono assorbire e citare con priorità rispetto alla volatilità di un post social», spiega l’esperta. «Ma non solo, quando è pubblicato con una casa editrice accreditata» — prosegue la Cumella — «viene associato a un ISBN ed è presente sulle piattaforme di distribuzione facendo percepire l’autore come un’entità riconosciuta dai motori di ricerca e dai modelli generativi AI. Crea anche ottime opportunità di digital PR: le citazioni che attira aumentano l’interesse da parte dei motori AI che percepiscono la presenza capillare dell’autore come un segnale di autorevolezza e solida reputazione.»

Ottimizzare per i motori generativi significa puntare su una scrittura che favorisca la citazione del marchio, l’uso di dati originali difficilmente replicabili e una struttura del linguaggio che sia facilmente «digeribile» dai Large Language Models, i famosi LLM in giro da alcuni anni.

Strategie per restare rilevanti: autorevolezza e fonti

L’unica strada per restare rilevanti in un mondo «senza clic» è diventare il punto di riferimento a cui l’IA attinge per validare le proprie risposte. Essere citati come fonte ufficiale non solo garantisce quel residuo traffico di utenti che desiderano approfondire, ma costruisce una reputazione di autorità e fiducia, chiamata E-E-A-T, che l’algoritmo premierà nel lungo periodo. Per riuscirci, è essenziale produrre ricerche proprietarie, pareri di esperti certificati e contenuti ad alta densità di informazioni che l’IA riconosca come indispensabili per completare la propria sintesi informativa. 

«La SEO non muore, dunque, ma si trasforma in una strategia di accreditamento dove il contenuto d’autore diventa lo strumento per non essere esclusi dalle risposte del futuro.» conclude Denise Cumella. 


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