Il modo di raccontare i film sta cambiando, soprattutto sulle piattaforme di streaming. A spiegarlo è stato Matt Damon durante un recente episodio del podcast di Joe Rogan, a cui ha partecipato insieme a Ben Affleck per promuovere il loro nuovo film Netflix, The Rip. Nel corso della conversazione, Damon ha raccontato che Netflix chiede agli sceneggiatori di ripetere il plot “tre o quattro volte nei dialoghi”, perché molti spettatori guardano i film mentre usano lo smartphone. Secondo l’attore, l’attenzione frammentata del pubblico ha portato le piattaforme a pretendere sequenze d’azione già nei primi cinque minuti, così da catturare subito l’interesse.
Matt Damon and Ben Affleck on Rogan taking about how Netflix has changed filmmaking.
A major considerations is dealing with distracted viewers. To keep them tuned in, “you re-iterate the plot 3-4x in the dialogue because people are on their phones.”
Then, in action films, you… pic.twitter.com/9ac1R4U07U
— Trung Phan (@TrungTPhan) January 16, 2026
Questa strategia modifica in modo significativo la struttura tradizionale dei film action. Un cambiamento che riflette un’abitudine di visione sempre più multitasking, con contenuti pensati per un’attenzione ridotta. Il tema degli schermi piccoli è centrale in questa evoluzione. Pur senza citare direttamente la cinematografia, Damon ha lasciato intendere che molti film oggi vengono progettati per essere fruiti su telefoni, laptop e tablet. In questo contesto, l’obiettivo principale diventa l’engagement rapido, spesso a scapito della complessità visiva e narrativa. Ben Affleck ha aggiunto un ulteriore spunto, citando esempi come la serie Adolescence, capace di andare controcorrente con scene più lunghe e momenti di silenzio. Un approccio che dimostra come, nonostante le richieste delle piattaforme, esistano ancora spazi per sperimentare e sfidare le nuove regole imposte dallo streaming.
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