Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Sassuolo. Il tecnico torna a parlare dopo il silenzio stampa post Lecce. Mercoledì il vertice di mercato con Ryan lo ha rassicurato, ma aspetta ancora il primo colpo dal mercato invernale. Di seguito le parole del tecnico giallorosso.
La conferenza di Gasperini
L’emergenza non è finita, anzi ci sono problemi per Dovbyk, Wesley e Soulé. «Wesley oggi ancora no, ha una forma influenzale abbastanza forte e speriamo possa recuperare. Perdiamo Cristante, recuperiamo Mancini ed Hermoso ma perdiamo Dovbyk. La situazione è di emergenza come è da qualche partita».
E sul mercato non è arrivato nessuno: la presenza della proprietà può accelerare tutto? «Il fatto che sia qui è un grande segnale, segno che la proprietà è presente e vuole prendere in mano la situazione. Il fatto che rimanga presente a lungo è perché vuole prendersi cura di questa squadra, non che non l’abbia fatto in passato ma può farlo direttamente».
Le insidie della partita col Sassuolo? «Il Sassuolo sta facendo un buon campionato anche se ha perso con la Juve. Ma ho visto il Milan rischiare di perdere ieri, la Juve pareggiare con il Lecce, il Napoli pareggiare col Verona. Questa cose vanno evidenziate, anzi noi siamo stati forse tra i più bravi in queste partite. Ma evidenziano le difficoltà di un campionato e il grande equilibrio. In ogni partita devi arrivare al meglio. Ma è stata importante la risposta dell’altra sera a Lecce, pur con tante defezioni a dimostrazione che i ragazzi si allenano bene, con entusiasmo, non con difficoltà nell’allenarsi come lei ha accennato. Dà sempre risposte molto forti».
Si parla molto di Raspadori, sembra possa arrivare: lo vedrebbe più come punta o sotto punta? «Lei mi ha mai sentito di mercato o di Raspadori? Qualcuno qui ha mai parlato anche per telefono o privatamente di mercato o di Raspadori? In estate cercavo attaccanti? In estate, a luglio-agosto.
Adesso qualcuno di voi mi ha sentito parlare di mercato? Voi siete bravissimi, informatissimi, vi leggo, siete fantastici, fate benissimo il vostro mestiere. Basta leggervi e si sa tutto benissimo, ma di sicuro non sono io ad alimentare queste cose. Io parlo solo dei miei giocatori che domani vanno in campo e devono cercare di far vincere la Roma. Il giudizio glielo do sui miei giocatori, non sugli altri».
Ci parla del suo silenzio dopo Lecce? «Io speravo che parlaste della partita e dell’impresa che ha fatto la Roma, andando a vincere a Lecce in emergenza dando una bella risposta. Invece è andato tutto dall’altra parte. Difficile, se parli come in estate dicono che ti lamenti, se non parli vieni interpretato. Non parliamo di mercato. L’ho detto. Voi tra l’altro sapete tutto, non c’è bisogno di dirvi delle cose, avete le vostre fonti, siete bravissimi, non c’è bisogno che parli io di mercato. Stasera in tv magari guardo Di Marzio che sa tutto e più di voi».
Il quarto posto che occupate ora è in linea con gli obiettivi o avete fatto di più per la rosa? «Personalmente sono contento. La Roma ha un nucleo molto forte e competitivo, l’obiettivo è quello di rinforzare sempre la squadra, aumentare la competitività della rosa. C’è una difficoltà perché ci sono diversi giocatori in prestito e in scadenza, se la Roma deve guardare un po’ più in là non è un pericolo. Se facciamo qualcosa a gennaio possiamo solo migliorarci, se guardiamo al futuro è più complicato.
I fatto che ci sia qui la società è un grandissimo segnale. Perché nell’immediato possiamo uscire dal mercato di gennaio con qualcosa in più. Ma le partite le abbiamo adesso, partite di campionato ravvicinatissime, la Coppa Italia col Torino dove non recupereremo nessuno e possiamo solo perdere altri giocatori, ma spero di no. Questo è un momento sicuramente importante, lo sono tutti ma dobbiamo giocare 9 partite in un mese. C’è l’Europa League, il campionato, è diverso giocare due partite a settimana e giocarne tre per così tanto tempo. Ma anche questo aiuta a fare valutazioni, giochiamo contro squadre con obiettivi e rose molto forti. Dobbiamo pensare oltre che all’immediato a rendere la squadra sempre più competitiva»
In difesa c’è ancora l’esigenza di mettere mano dal mercato? O la crescita di Ziolkowski e Ghilardi può aiutare a dirottare su altro gli sforzi? «Sono strategie, su questo mi confronto con la società. Non bisogna mettere giocatori tanto per metterli, ma è anche vero che a noi in difesa manca un pezzo. Siamo in 5, senza Ndicka siamo in 4. Giusto però che si pensi sempre a migliorare, ma in tutti i reparti. Domani avremo anche almeno 5 giocatori della Primavera in panchina, quando non puoi ricorrere alla prima squadra ricorri al settore giovanile»
Lei come allenatore è tranquillo nel fare il suo lavoro sul campo sapendo che c’è una società che sta lavorando al meglio? Perché si è parlato di diversità di vedute. «Io lavoro molto bene sul campo perché ho un gruppo coeso e compatto, che danno tutto, compresi i giocatori che in prospettiva non hanno una situazione definita. Questa è la garanzia assoluta, il fatto che la società sia qui quotidianamente, per così tanto tempo, forse per la prima volta, vale probabilmente più dei 36 punti che abbiamo fatto»
Stasera giocheranno Camerun e Marocco. Da una parte c’è El Aynaoui che può uscire e tornare, dall’altra può invece magari essere eliminato un giocatore il cui rientro può sbloccare il mercato. «Forza Camerun (ride, ndr)! No, io spero in una finale Marocco-Costa d’Avorio per i miei due giocatori, posso augurargli sempre il meglio. Vuol dire che sono ben allenati»
Durante l’anno quanto sono frequenti i contatti con Dan Friedkin? «Mi auguro sempre di più. È gente che ha mille attività, ma quando parlo con loro siamo sempre in linea con loro quello che vogliono fare e quello che io sono venuto qui a cercare di realizzare. Poi dobbiamo farlo. Lì è più complicato, ma il fatto che siano qui è un aiuto a realizzare le cose»
Sulle condizioni di Angelino. Domani può giocare? «No. Ma è un argomento medico sul quale devo mantenere il massimo riserbo, è una questione di salute. Le notizie possono darle solo i medici. Spero possa stare prima bene, e poi giocare».
Lei sente che questa è una squadra di Gasperini o è una squadra del club? Nella rosa è una squadra che vede come sua? «Bisogna partire da quello che c’è, io ringrazio i giocatori per la loro disponibilità. In base a quello che abbiamo credo che abbiamo fatto bene. Poi dopo magari non riusciamo a vincere lo scudetto, non riusciamo a entrare in Champions. Non so qual è la cosa che soddisfa come risultato sportiva, il metro di paragone. Ma in questi ultimi mesi sono gratificato per quello che abbiamo fatto, dal comportamento dei giocatori. Ed è importante avere dalla gente e i tifosi la considerazione che stiamo facendo tutto il possibile».
Quanto è presente Ranieri nella quotidianità. «Con lui il rapporto è ottimo. C’è stato un momento che ha dovuto fare un intervento al ginocchio e mettere una protesi, non riusciva a giocare bene ma ora si sta allenando di nuovo (sorride, ndr). Ultimamente è spesso qui, di calcio parliamo sempre perché è un piacere parlare con lui. Ma è discreto e rispettoso dei ruoli sempre, però c’è un bel rapporto».
I rinnovi di Mancini e Cristante sono input anche suoi? «Non parlo io di questo, c’è una società».
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this