Una firma rimasta celata per oltre mille anni ha permesso agli archeologi di identificare con certezza il primo matematico e astronomo della civiltà Maya. Il suo nome era Sak Tahn Waax, che significa «Volpe dal petto bianco». L’identità è emersa grazie a un’iscrizione scoperta nel sito archeologico di Xultun, nella regione settentrionale del Guatemala, accanto a complessi calcoli astronomici.
Lo studio e la scoperta
La ricerca, pubblicata su Antiquity, coinvolge un gruppo statunitense guidato da Franco Rossi del Massachusetts Institute of Technology. È la prima volta che un’opera matematica e astronomica del periodo classico Maya può essere attribuita a un autore specifico.
Firme di artisti e scultori Maya erano già note, ma nessun documento scientifico, riferito a calcoli matematici e all’osservazione celeste, era mai stato collegato all’autore.
La firma di Sak Tahn Waax è stata trovata in uno degli edifici minori del sito di Xultun. Lì è rimasta nascosta circa 1.200 anni, assieme a una cinquantina di iscrizioni microtestuali dal contenuto matematico e astronomico. Si tratta di brevi testi con date, numeri e calcoli legati ai cicli celesti.
Il deciframento della firma
La svolta è avvenuta attraverso la combinazione di disegni, fotografie e avanzate elaborazioni digitali. Uno dei microtesti decifrati non riportava solo una formula matematica, ma anche il nome dell’autore.
L’incisione riguardava il movimento di Venere e altri corpi celesti, eseguita con un’accuratezza e un metodo senza precedenti per quell’epoca. Secondo David Stuart (University of Texas at Austin), i calcoli di Sak Tahn Waax «implicano la sua particolare comprensione delle connessioni e degli schemi tra diversi cicli temporali, tra cui il conteggio rituale di 260 giorni, l’anno solare, nonché i cicli di Venere e Marte».
L’astronomia tra ritualità ed edifici
Per i Maya, lo studio dei movimenti astronomici era cruciale: le date dei cicli planetari servivano per pianificare eventi, cerimonie e progetti edilizi. L’accuratezza nelle osservazioni celesti testimonia la raffinatezza scientifica di questa antica civiltà mesoamericana.
La scoperta di Xultun amplia così le conoscenze sul livello scientifico raggiunto dai Maya e permette ora di associare a uno studioso reale il contributo allo sviluppo della matematica e dell’astronomia nell’antichità.
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