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Kitesurfer Alessandro Ognibene risucchiato da un elicottero militare a Ladispoli, l’ufficiale condannato. «Non ha interdetto il litorale»


Alessandro Ognibene, il caso del kitesurfer risucchiato sulla spiaggia di Ladispoli da un elicottero militare durante un’esercitazione Nato: arrivano le condanne. Il giudice ha condannato l’ufficiale (ora ammiraglio) perché «in qualità di direttore dell’esercitazione «Notte scura 2018» ometteva di adottare la cautele necessarie a garantire la sicurezza dell’attività e l’eliminazione di situazioni di pericolo a cose o persone: in particolare, ometteva di richiedere una interdizione del litorale e dello specchio acqueo nonostante l’esercitazione prevedesse una intensa attività di volo a bassa quota, contribuendo così casualmente alla verificazione dell’evento». Ossia il ferimento di Ognibene, avvenuto il 3 ottobre 2018.

Il processo

Tutti gli imputati hanno risarcito il danno (compreso l’ammiraglio Massimiliano Rossi all’epoca C.V.), comunque i reati si sono prescritti. Il solo Rossi ha rinunciato alla prescrizione. Il Giudice era la dott.ssa Mannarà: il fascicolo è stato istruito dal Sostituto Procuratore, dott.ssa Valentina Zavatto e concluso con l’arringa del Pm di udienza dott. Massimiliano Strampelli che ha concluso per la «richiesta di condanna». Le tesi della Procura hanno trovato integrale riconoscimento nella pronuncia del Giudice. Gli elicotteri erano impegnati in una operazione Nato e sorvolavano Torre Flavia in direzione Furbara. L’elicottero che ha risucchiato il malcapitato era un birotore dell’Esercito. Rossi era difeso dall’avvocato Andrea Lazzoni del foro di La Spezia. L’ammiraglio è stato condannato a una pena pecuniaria, con multa di 2.000 euro. Il reato era di competenza del Giudice di pace penale.

La vicenda

L’uomo di 54 anni, romano, ha vissuto un incubo rischiando di morire e ritrovandosi al Policlinico Gemelli con traumi su tutto il corpo: due piloti del Chinook lo hanno risucchiato con la doppia elica, lo sportivo all’epoca stava entrando in acqua nel tratto di Torre Flavia. Quell’elicottero potente “CH47C Ermes 50” era impegnato con altri mezzi italiani e di altri Paesi alleati per conto della Nato. «Aveva alzato la vela del kitesurf – ricostruisce una delle sentenze riferendosi ad Ognibene – e aveva completato la vestizione nell’imbracatura alla quale si assicurano i cavi che tengono la vela». Ecco spuntare il Chinook. «In quel frangente, sopraggiungevano in volo alcuni elicotteri militari, in forza all’Aereonautica Militare e al Ministero della Difesa, i quali procedevano a bassissima quota».

Il volo di 10 metri

 Fino all’incidente. «Improvvisamente, a causa dello spostamento d’aria provocato dalle pale dell’elicottero birotore, posizionato nell’area balneare a una quota di 152 metri, il surfista veniva proiettato con violenza verso l’alto, trascinato dall’ala del kitesurf a cui era agganciato, per poi precipitare a terra, privo di conoscenza con un impeto tale da provocargli gravi lesioni personali». Impianto difensivo dunque smontato dal giudice anche riguardo alla presenza o meno del vento. «Spirava con una forza al massimo di 8-10 nodi, assolutamente insufficiente a sbalzare l’uomo». Perciò Ognibene è stato aspirato «per almeno 10 metri d’altezza» dalla forza della doppia elica.


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