16.01.2026
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«Io e il mio compagno Marco viviamo in due case diverse. Poi ritrovarsi è più bello»


Claudia Pandolfi ha raggiunto quota 51 anni. L’età della consapoevolezza. L’età in cui «i traguardi da raggiungere sono altri: far sì che i miei figli arrivino a stare al mondo da soli». E i figli sono Gabriele, nato dalla relazione con il cantautore Roberto Angelini, ha 19 anni. E Tito, figlio dell’attuale compagno, il produttore Marco De Angelis, che ne fa 10 quest’anno.

Case separate

Un compagno con cui vive in case separate. «Un tema molto contemporaneo — racconta al settimanale F in edicola — che ha a che fare con il voler rivedere certi cliché.

Il titolo fa il verso al detto «due cuori e una capanna». Credo che, oggi, si desideri una certa individualità all’interno del romanticismo».

Una decisione presa, ammette al settimanale femminile, qualche anno fa. «Ma non sono cose che accadono da un giorno all’altro. Siamo andati in questa direzione perché era la scelta più naturale per lo stile di vita che abbiamo e perché i bisogni cambiano. Stiamo insieme dal 2014, il rapporto nel tempo evolve, i bambini crescono…».

Le relazioni

Una decisione presa principalmente da Claudia. «Marco all’inizio non era d’accordo per cultura, per indole, ma lo è diventato. È evidente che avere due case è un lusso che non tutti possono permettersi. Ma posso dire che è bellissimo ritrovarsi dopo essersi ripresi i propri spazi».  Una scena reale raccontata da lei stessa nei panni di Alessandra in «2 cuori 2 capanne». Due persone diverse che s’incontrano, parlano di uomini e donne e poi finiscono a letto. A Claudia Pandolfi è mai capitato di andare a letto con uno «sconosciuto»? «No. Ma ho avuto relazioni piuttosto fulminee e qualche incontro puramente sessuale. Molto pochi».

I figli

E ai figli come hanno spiegato Claudia e Marco la loro decisione di vivere in due case diverse? A F chiarisce subito che «non c’era niente da spiegare. Frequentiamo due luoghi. Da piccola stavo un po’ a casa dei miei e un po’ dei nonni, forse più da loro perché mamma e papà lavoravano tanto. I miei figli crescono nelle case dei rispettivi padri, della mamma, dei nonni… Ci si sposta. E se c’è armonia, fa bene a tutti».


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