Un nuovo tassello importante si aggiunge alla lotta all’evasione fiscale attraverso l’incrocio delle banche dati. Mentre commercianti, baristi e ristoratori alzano le saracinesche nel 2026, dovranno confrontarsi con una novità considerata tra le principali dell’anno.
Registrazione obbligatoria di Pos e scontrini
Dal 2026, sarà necessario collegare la matricola del registratore telematico, già censito nell’Anagrafe Tributaria, ai dati identificativi dei terminali di pagamento elettronico (Pos) posseduti dal commerciante. In pratica, l’Agenzia delle Entrate potrà incrociare ogni scontrino emesso con i pagamenti ricevuti tramite Pos. L’obiettivo è evidente: scovare possibili discrepanze tra incassi elettronici tracciati e scontrini fiscali registrati, così da impedire il pagamento elettronico senza rilascio di scontrino – o con importi inferiori a quelli effettivi.
Questa norma, già nella manovra dello scorso anno ma applicata con ritardo tecnico per permettere la preparazione dell’infrastruttura digitale da parte della Sogei, ora entra nel vivo, grazie alle recenti circolari attuative. I commercianti avranno 45 giorni per registrare i dispositivi utilizzati dal 1° gennaio 2026 o nel mese successivo. A regime, per ogni nuovo strumento o variazione, la registrazione dovrà avvenire dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione ed entro l’ultimo giorno lavorativo del mese stesso.
Nuovi incroci per la lotta all’evasione
Ma l’incrocio tra Pos e scontrini non sarà l’unico strumento previsto per il prossimo anno. Tra le nuove misure fuori dalla manovra già licenziata dalla Camera, spicca la “liquidazione sprint” per chi non presenta la dichiarazione Iva. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà dati di fatture elettroniche e scontrini fiscali per individuare chi – pur avendo fatturato – non abbia presentato la dichiarazione. In caso di incongruenze, il Fisco invierà una comunicazione al contribuente, che avrà 60 giorni per fornire spiegazioni. Se non verranno fornite argomentazioni valide, l’imposta verrà iscritta a ruolo con una sanzione del 120%.
Semplificazione della riscossione e nuove regole sulle compensazioni
Altrettanto rilevante sarà la semplificazione per la riscossione. Una novità inserita nella manovra darà alla Riscossione l’accesso ai dati di fatturazione elettronica: sarà possibile individuare i clienti delle imprese debitrici e attivare un pignoramento presso terzi rapidamente, bloccando i pagamenti direttamente in partenza dal cliente e intercettando i fondi ancora prima che arrivino sul conto corrente del debitore.
È infine prevista una stretta sulle compensazioni fiscali: chi ha cartelle esattoriali oltre 50 mila euro (oggi la soglia è 100 mila) non potrà più usare i crediti F24 per pagare le imposte. Nel 2025, il Fisco prevede di recuperare circa 3,6 miliardi di euro da queste azioni. Molti di questi controlli non riguarderanno chi avrà scelto il concordato preventivo biennale: chi aderisce e paga quanto dovuto non sarà ulteriormente accertato dall’Agenzia delle Entrate, secondo il principio della collaborazione preventiva.
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