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Incidenti, si muove anche il governo. Salvini chiama Piantedosi: «Un vertice sulla sicurezza»


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Troppi ragazzi morti sulle strade italiane, troppi incidenti che si trasformano in tragedie e soprattutto troppe vittime nei weekend. Dopo la strage di Senago, nel Milanese, dove ieri tre giovanissimi sono morti in un’auto finita in un canale, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini annuncia un vertice con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’incontro, previsto già la prossima settimana, servirà ad affrontare quella che ormai viene definita un’emergenza legata alla sicurezza stradale.

«Ho sentito Piantedosi — spiega Salvini — voglio fare una riunione già questa settimana sul tema sicurezza stradale perché è vero che, grazie al nuovo codice, l’anno scorso ci sono stati più di cento morti in meno, però sono ancora troppi ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli, a scuola, a casa».

Il bilancio delle vittime intanto continua ad aggiornarsi quasi ogni fine settimana. I numeri raccontano una strage silenziosa. Secondo l’Osservatorio Asaps, dall’inizio dell’anno nei soli weekend sono morte sulle strade italiane oltre 500 persone. Nell’ultimo fine settimana le vittime sono state 28, nove delle quali minorenni o giovanissime.

Una bambina di due mesi morta sulla Pontina, una bimba di 4 anni investita in Calabria, ragazzi di 15 e 17 anni deceduti tra scooter e auto a Salerno, Siracusa e in Versilia, una giovane ciclista travolta in Trentino e i tre ragazzi morti nel Milanese.

Anche i dati dei primi mesi del 2026 mostrano un quadro preoccupante. Fino al 30 aprile, secondo le rilevazioni delle forze dell’ordine, gli incidenti stradali sono stati circa 23mila, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il numero delle vittime sarebbe in lieve calo.

Per Salvini però «non è solo una questione di Codice della strada». Il ministro punta il dito contro comportamenti sempre più diffusi e pericolosi, soprattutto tra i più giovani. «Vedo ancora troppi monopattini in due, contromano, senza casco», osserva, chiedendo maggiore attenzione anche da parte delle polizie locali e dei sindaci. «Si muore anche in monopattino e in bicicletta. Vorrei andare a casa di questi ragazzi e cercherò di trovare il modo di fare un giro dei licei e dei neopatentati».

Ma le associazioni chiedono di più. Per l’Associazione Vittime Incidenti Stradali quella dei giovani morti sulle strade è ormai una «emergenza sociale». Il presidente Domenico Musicco chiede più controlli su velocità, alcol e droghe soprattutto nei weekend, ma anche educazione alla guida e ai rischi nelle scuole.


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