MILANO L’immagine del poliziotto che trae in salvo il collega, il giovane Alessandro Caliste, vittima dell’assalto choc a Torino, il branco contro uno. “Adesso tutti lo sanno, l’Italia è con voi”, recita lo slogan scelto da Fdi nella campagna promossa sulle strade di tutta Italia e che non a caso arriva il giorno dopo il via libera del Consiglio dei ministri al pacchetto sicurezza, dentro anche lo “scudo penale”, tra i provvedimenti bandiera che il governo ha adottato per dire che sa da che parte stare: quella degli uomini in divisa, il dito puntato contro il caos, i disordini, l’orrore di quelle martellate scagliate dagli antagonisti con rabbia incontenibile.
La sicurezza si puntella anche attraverso le immagini, la presenza e i numeri da snocciolare.
LA VISITA
Giorgia Meloni lo sa bene, e anche per questo arrivando a Milano per i giochi olimpici e una carambola di incontri istituzionali si concede un breve pit stop in stazione Rogoredo, per salutare e ringraziare gli uomini e le donne che prestano servizio in un quartiere difficile, segnato dal degrado e dallo spaccio, lì dove dimora il cosiddetto “boschetto” meta dei ragazzi che vanno a comprare l’eroina e a bucarsi. Per fermare lo scempio servono anche divise, e «nel decreto sicurezza approvato ieri – rivendica la premier nel post che accompagna le immagini del blitz – il ministro Piantedosi ha inserito diverse norme per velocizzare l’assunzione di migliaia di nuovi agenti, e il ministro Crosetto lavora per rafforzare il presidio su strada con circa 12mila carabinieri ausiliari».
Una settimana fa Meloni si era intestata un blitz simile alla stazione Termini, sempre al fianco degli uomini in divisa, per sgomberare il campo da ogni dubbio: nessun depotenziamento di Strade sicure, l’operazione che prevede il dispiegamento di forze a presidio di siti e obiettivi sensibili, al centro di un lungo braccio di ferro tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e la Lega di Matteo Salvini. Più uomini in strada, attorno alle stazioni e alle metro per fermare aggressioni e scippi, scoraggiare furti e violenze è una priorità per tutto il centrodestra, ci mancherebbe, ma Crosetto chiedeva che fossero soprattutto le forze dell’ordine ad occuparsene, “liberando” i militari per le missioni internazionali in una fase geopolitica segnata da una guerra mondiale combattuta a pezzi. Mentre il Carroccio, schierando nella battaglia persino il Senatur Umberto Bossi, esigeva più uomini sì ma anche più soldati, nonostante fossero già 6.800 quelli impiegati su Strade sicure. Ed è una partita che, nonostante il rifinanziamento annunciato dallo stesso Crosetto il 13 gennaio scorso, sotto traccia resta aperta, apertissima. Nel post di ieri, Meloni torna forse non a caso a rimarcare il «rafforzamento» dell’operazione nata nel 2008 – governo Berlusconi IV – e lo fa in una fase in cui il derby con la Lega, ora alla prova della “devannacizzazione” del partito, si giocherà soprattutto sulla sicurezza.
LA SFIDA
Un tema che ormai appassiona anche il centrosinistra, pronto a soffiare sul fuoco di una scommessa che la destra a suo dire ha fallito, in barba ai proclami, e che dunque la farà da padrona in una campagna elettorale già entrata nel vivo. Intanto a Milano, dove ieri aleggiava il timore di scontri e disordini al grido di “Ice out”, il governo ha portato a casa il miglior risultato possibile: sotto un sole inatteso, tutto è filato liscio. La tregua olimpica non è scattata nei territori in guerra, ma quanto meno sembra aver fermato le cattive intenzioni dei facinorosi.
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