Roma torna al centro della moda internazionale. Il prossimo 12 marzo Alessandro Michele presenterà nella Capitale la nuova collezione Autunno Inverno 2026/27 di Valentino, con Palazzo Barberini come cornice d’eccezione: un gioiello barocco nel cuore della città che ospita per la prima volta una sfilata della maison. Un momento dal forte valore simbolico, che segna il ritorno alle origini della casa fondata da Valentino Garavani e arriva in una fase particolarmente intensa per la storia del marchio.
Il ritorno a Roma non è casuale. La presentazione si configura come una dichiarazione di identità e memoria, oltre che come una nuova tappa nel percorso artistico di Alessandro Michele, nominato direttore creativo nel 2024. L’attesa attorno alla sfilata è altissima, anche perché sarà la prima grande presentazione romana dopo la scomparsa di Valentino Garavani, morto il 19 gennaio scorso all’età di 93 anni nella sua casa di Roma.
IL VALORE
Lo stilista, considerato “l’ultimo imperatore della moda”, ha lasciato un segno indelebile nell’estetica internazionale, costruendo un immaginario fatto di eleganza assoluta, rosso iconico e couture senza tempo. In una lettera dedicata al fondatore, Michele ha scritto che «ciò che oggi stiamo facendo accade dentro una storia che ci precede, dentro una casa già abitata, carica di tracce e di gesti», parole che restituiscono il clima con cui la maison affronta questo momento di passaggio. Palazzo Barberini assume così anche un valore narrativo. Michele ha più volte descritto il fondatore come una figura quasi mitologica, sottolineando il debito artistico nei suoi confronti; «ogni atto creativo è anche un atto di custodia», scrive, riassumendo il delicato equilibrio tra memoria e innovazione che attraversa il nuovo corso della maison. Negli ultimi mesi lo stilista romano ha sviluppato un linguaggio personale all’interno di Valentino, alternando teatralità e riferimenti storici. Le recenti collezioni hanno mostrato un’estetica stratificata e cinematografica, pensata più come racconto visivo che come semplice passerella. La presenza a Palazzo Barberini rafforza questa dimensione narrativa: il palazzo, capolavoro del Seicento romano nato dal dialogo tra Borromini, Bernini e Maderno, diventa scenografia naturale per una collezione che promette di intrecciarsi con la storia e con il patrimonio culturale italiano. Per Roma, l’evento rappresenta molto più di una sfilata. Dopo anni in cui le grandi maison hanno privilegiato Parigi o Milano, la capitale torna a essere teatro di un appuntamento di rilevanza globale, con un impatto atteso anche sul turismo e sull’immagine della città. «L’annuncio della sfilata di Valentino a Palazzo Barberini è una grande notizia per Roma, tornata centrale nel mondo della moda negli ultimi quattro anni, con immagini destinate a fare il giro del mondo», ha dichiarato l’assessore Alessandro Onorato, sottolineando come la presentazione confermi l’attrattività internazionale della città e come il Comune sia pronto a supportare la Maison per rafforzare l’immagine di una Roma moderna e dinamica. L’ombra di Valentino Garavani accompagnerà inevitabilmente ogni dettaglio della presentazione.
IL PASSAGGIO
Il suo rosso, le silhouette scolpite e l’idea di una femminilità intensa restano punti di riferimento per chi oggi lavora all’interno della maison. In questo senso, il 12 marzo potrebbe trasformarsi in un passaggio simbolico: non soltanto una nuova collezione, ma una riflessione sul rapporto tra passato e futuro. Nella parte finale del suo messaggio dedicato a Valentino, Michele ricorda che «un mito non appartiene al passato: inaugura un linguaggio, dischiude un mondo», parole che sembrano anticipare lo spirito della sfilata. Tra gli affreschi di Palazzo Barberini, la moda torna a intrecciarsi con la grande arte italiana e Roma si trasforma nel cuore pulsante di un appuntamento destinato a superare i confini del fashion system. È qui che prende forma il nuovo capitolo dello stilista romano, cresciuto tra cinema e teatro, la cui sensibilità — sospesa tra memoria e libertà creativa — guida oggi una visione intensa e stratificata, pronta a trasformare la sfilata in un racconto spettacolare carico di significato.
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