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«Due anni fa, a Roma, ci eravamo assunti un impegno chiaro: cambiare approccio nel rapporto tra Europa e Africa, superare schemi del passato, che molto spesso erano stati inefficaci, costruire un modello di cooperazione nuovo da pari a pari fondato su interessi comuni, su responsabilita condivise e su risultati verificabili». Lo dice la premier, Giorgia Meloni, nel punto stampa al termine del Vertice Italia-Africa sul Piano Mattei, ad Addis Abeba. «Rispetto e concretezza erano e sono le nostre due parole d’ordine — aggiunge -. Era chiaramente una scommessa, ma oggi si direbbe che stiamo vincendo quella scommessa. Oggi il Piano Mattei non e piu una semplice visione, e una realta operativa attiva che coinvolge direttamente 14 nazioni africane e che e stata capace di creare sinergie strutturate con le Nazioni Unite, con l’Unione europea, con il G7, con l’Unione Africana, innescando allo stesso tempo collaborazioni con moltissimi partner che condividono la nostra stessa visione, dall’Europa al Golfo, all’Asia orientale».
«Anche oggi ci siamo concentrati su una questione centrale per l’Africa, quella del debito. Come si sa abbiamo lanciato un’ampia iniziativa di conversione del debito per progetti congiunti di sviluppo. A questo aggiungiamo oggi clausole di sospensione debito per nazioni colpite da eventi climatici estremi». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il presidente della Commissione dell’Unione africana Mohammed Ali Youssouf, e il presidente dell’Unione africana e presidente dell’Angola Joao Lourenco, al termine del secondo vertice Italia-Africa, ad Addis Abeba.
Il vertice
«Il successo di questo vertice, per adesioni e livello di partecipazione supera la prima edizione di due anni fa.
E dimostra che la fiducia che i leader africani ci diedero accogliendo il nostro invito a Roma non è stata tradita». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il presidente della Commissione dell’Unione africana Mohammed Ali Youssouf, e il presidente dell’Unione africana e presidente dell’Angola Joao Lourenco, al termine del secondo vertice Italia-Africa, ad Addis Abeba.
Meloni ad Addis Abeba per il Piano Mattei
«Abbiamo fatto crescere il Piano Mattei così tanto che oggi non è più visto come una strategia italiana, ma come una sinergia di respiro internazionale». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nel suo intervento di apertura del secondo vertice Italia-Africa, ad Addis Abeba.
«Due anni fa, quando ho avuto l’onore di ospitarvi a Roma abbiamo assunto un impegno molto ambizioso, ossia scrivere una pagina nuova nella storia delle nostre relazioni, costruire un modello di cooperazione fondato su fiducia e rispetto reciproco, una cooperazione da pari a pari lontana da qualsiasi tentazione predatoria e dall’approccio paternalistico che per lungo tempo ha distorto rapporti fra Africa, Europa, Occidenti, e ha spesso impedito alle nostre nazioni di comprendere le straordinarie qualità e potenzialità dei popoli africani», ha sostenuto la premier parlando del Piano Mattei.
Per Meloni con il Piano Mattei «stiamo contribuendo a rivoluzionare il modo di guardare all’Africa e conseguentemente di agire in Africa».
Gli investimenti economici
«In questi due anni — ha ricordato la presidente del Consiglio — abbiamo avviato e concluso progetti concreti di grande impatto sociale, mobilitando miliardi di euro tra risorse pubbliche e risorse private. Lo abbiamo fatto dando concretezza a un metodo che coinvolge le energie migliori del popolo italiano in un gioco di squadra che svalorizza tutto il Sistema Italia, in parte presente anche qui oggi e che ovviamente ringrazio».
Per Meloni «imprese, università, mondo della cooperazione e della ricerca, un patrimonio di eccellenze che ha lavorato in modo coordinato per perseguire un obiettivo comune. E questo obiettivo non è quello di attuare un semplice pacchetto di progetti, ma è quello di dare forma a un patto tra nazioni libere, noi e voi, che scelgono di lavorare insieme perché si fidano l’una dell’altra e sanno trovare insieme le aree di collaborazione nelle quali poter fare la differenza in un’ottica di benefici condivisi».
Il fronte Nigeria
«Ogni progetto del piano Mattei è attraversato da un filo rosso, che è l’attenzione all’istruzione e alla formazione, perché il nostro obiettivo non è creare nuove dipendenze, ma sostenere il protagonismo dei popoli africani e costruire vere opportunità di riscatto. E questo è possibile solo se si mette al centro la valorizzazione del capitale umano fin dai primi anni di scuola», ha aggiunto la premier.
«Ecco perché abbiamo lanciato insieme alla Nigeria, e in partenariato con la Global Partnership for Education, la campagna per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare la qualità dell’istruzione per 750 milioni di bambini in oltre 91 nazioni», ha ricordato Meloni, annunciando che su questo tema sarà «felice di co-presiedere a giugno un vertice a Roma con il presidente Tinubu».
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