13.01.2026
12 Street, Rome City, Italy
Economy

Il motore dell’Italia ora gira. Da investimenti e consumi nuova benzina per la crescita


L’obiettivo principale del governo per quest’anno, ha spiegato Giorgia Meloni, insieme a quello della sicurezza sarà la crescita economica. E per capire quello che potrà essere, è necessario guardare la strada già percorsa. Gli ultimi dati economici pubblicati o emersi in questi giorni, e ricordati dalla stessa premier nella conferenza stampa di inizio anno, restituiscono l’idea di un Paese in salute. La disoccupazione, uno dei termometri principali, secondo i dati Istat è ai minimi storici, al 5,7 per cento. Ci sono oltre 24 milioni di persone al lavoro, e non sono mai state così tante. Assunzioni e rinnovi dei contratti, iniziali a vedersi anche nelle statistiche, oltre che nelle tasche dei contribuenti.

Come ha documentato Il Messaggero, elaborando i dati ufficiali dell’Istituto nazionale di statistica, in un anno il potere di acquisto delle famiglie è aumentato di 20 miliardi. Praticamente un importo quasi uguale alla stessa manovra economica del governo. I dazi non sembrano aver azzoppato il commercio con l’estero che, anzi, trainato da farmaceutica e agricoltura, ha permesso di mantenere un avanzo commerciale consistente. Meloni ha detto, e fa bene, a guardare con «prudenza» a quello che dicono le agenzie di rating che, solo per citare Standard&Poor’s, hanno indossato “gli occhiali rosa” sull’Italia e promosso a ripetizione il Paese. Ma il vero voto al Paese è arrivato dai mercati, con la Borsa italiana ai massimi di tutti i tempi, in crescita persino più di Wall Street, e gli investitori internazionali che fanno a gara a comprare Btp italiani (l’ultima asta ha visto una richiesta record di 265 miliardi). Lo spread è ai minimi dal 2008. Va detto. Guardare l’economia nello specchietto retrovisore, non è un esercizio utile ma non dei più appassionanti. Soprattutto se poi quello specchietto spesso risulta “appannato”, come nel caso delle statistiche dell’Istat sulla crescita, che risultano sempre più spesso sottostimate rispetto alla realtà. Meloni ha ricordato che nel 2023 le prime statisti avevano stimato il Pil allo 0,7%, poi il dato reale è stato dell’1%. Fa differenza. E tanta. Ora si vedrà se si dovranno correggere anche il 2024 e il 2025.

Ma, si diceva, meglio provare a volgere lo sguardo in avanti. All’anno appena iniziato. L’Italia, come visto, ci entra con un motore rodato, che gira. E se da un lato resta la spada di Damocle dell’incertezza geopolitica, dall’altra ci sono alcune misure e alcuni passaggi che saranno in grado di fornire ulteriore benzina.

Alla base della crescita ci sono soprattutto gli investimenti. Il 2026 riceverà una spinta sostanziale dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa, le cui risorse stanno arrivando “a terra” sempre più rapidamente. Il Pnrr lascerà un’eredità cruciale: un meccanismo ben rodato capace, finalmente, di spendere le risorse pubbliche. Che continueranno ad arrivare anche dopo la fine ufficiale del programma, sia grazie al tempo extra concesso ad alcuni strumenti finanziari, e soprattutto ai fondi di coesione. L’intenzione del governo, come ha lasciato trasparire la premier, è semplificare ulteriormente le procedure, allargando la Zes unica del Mezzogiorno a tutta l’Italia.

Fare dell’intero Paese una zona economica speciale con poca burocrazia e autorizzazioni accelerate per le imprese. Ha funzionato per il Mezzogiorno, il cui Pil è cresciuto più di quello del Nord in questi anni, può dare una spinta decisiva a tutta l’economia italiana. Le imprese esportatrici, poi, troveranno forse un mercato americano più difficile da penetrare, ma dall’altro si apriranno grandi spazi con il Mercosur, il cui accordo è stato appena sbloccato proprio dal governo italiano. E anche il mercato interno potrebbe riservare sorprese positive sul lato dei consumi. I tagli Irpef e la detassazione dei rinnovi contrattuali potrebbero iniziare presto a far sentire i loro effetti. Un anno, dal punto di vista della crescita, ricco di premesse. Serve fiducia, la parola celebrata dalla Treccani come la più importante dell’anno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]