Borse da 14 mila euro, un fallimento durato sei anni, conti all’estero e un’eredità senza eredi diretti. La morte di Valentino Garavani apre un dossier complesso, dove il dolore si intreccia a numeri, patrimoni e successioni da chiarire.
Il fallimento VBH
Il 29 gennaio 2025 il Tribunale di Roma – Sezione XIV fallimentare ha dichiarato chiusa la procedura di fallimento di Atelier Realm srl, società che produceva borse di lusso a marchio VBH. Sei anni di procedura, una decina di dipendenti, e un epilogo segnato dalla distribuzione dell’attivo ai creditori.
VBH era un brand conosciuto a livello internazionale: Michelle Obama, Gwyneth Paltrow, Jennifer Lopez, Uma Thurman, Sarah Jessica Parker erano tra le clienti più celebri. Le loro foto campeggiavano nello showroom romano. Le borse, realizzate nel laboratorio di Pontassieve (Firenze) con pellami pregiati come pitone e coccodrillo, sono ancora oggi in vendita online a prezzi che arrivano a 14 mila euro.
Il designer e proprietario del marchio era Vernon Bruce Hoeksema, americano, compagno di Valentino Garavani e figura centrale anche sul piano manageriale fin dagli anni Novanta. Il fallimento ha lasciato un passivo rilevante, aggravato dalla messa in liquidazione di un’altra società attiva nella gioielleria.



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