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«Il campo sarà il giudice. Lotito non mi ha mai imposto nulla»


Angelo Fabiani fa il punto sul calciomercato della Lazio e guarda già al campo, che considera l’unico vero giudice del lavoro svolto dalla società. Il direttore sportivo biancoceleste, intervenuto in conferenza stampa a Formello, ha parlato delle operazioni concluse dal club, del rapporto con Claudio Lotito e Gennaro Gattuso, delle difficoltà economiche del calcio italiano e del rapporto con i tifosi della Lazio.

«Non devo dare un voto al mercato, il campo sarà il giudice supremo, ma quello che ci tengo a dire è che tutti i giocatori arrivati hanno voluto questo club», ha spiegato Fabiani.

Fabiani sul rapporto con Gattuso e Lotito

Il diesse della Lazio si è poi soffermato sul rapporto con l’allenatore: «Con Gattuso c’è un rapporto lineare, di correttezza e di stima reciproca».

Fabiani ha quindi affrontato il tema del rapporto con il presidente Claudio Lotito, rivendicando la propria autonomia nelle scelte: «Può star simpatico o antipatico, ma in 14 anni che lavoro per le sue proprietà non mi ha mai imposto nulla. Quindi eventuali fallimenti sono da attribuire a me».

«A fine anno tireremo le somme»

Nel bilancio dell’ultimo anno, il direttore sportivo biancoceleste ha parlato anche del proprio futuro alla Lazio e della scadenza del suo impegno.

«Io non sono qui per soldi, sono qui per passione e impegno. Un impegno che a fine anno termina e a quel punto tireremo le somme. Starà alla proprietà valutare, ma io credo di aver fatto il possibile e i numeri sono sotto gli occhi di tutti».

Fabiani: «Quello di oggi è un calcio malato, dopato»

Ampio spazio anche alle difficoltà incontrate sul mercato della Lazio negli ultimi anni. Fabiani ha utilizzato parole molto nette per descrivere l’attuale sistema calcistico e le differenze economiche tra i club.

«Quello di oggi è un calcio malato, dopato. Oggi si può fare calcio in due modi: con le idee o sperperando soldi. Non mi sembra che chi lo scorso anno ha speso il doppio di noi abbia avuto la meglio sulla Lazio».

Il direttore sportivo ha quindi sollevato il problema delle norme economico-finanziarie che condizionano l’operatività delle società: «È giunto il momento di rivedere alcune norme perché spiegatemi che senso ha inserire una cosa come l’indice su una società che fattura 150 milioni di euro».

L’appello di Fabiani ai tifosi della Lazio

In chiusura, Fabiani ha rivolto un messaggio direttamente alla tifoseria biancoceleste, senza entrare nel merito delle ragioni alla base delle posizioni dei sostenitori: «Al di là delle ragioni nelle quali non entro, dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi».

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