ROMA Spese folli, auto blu usate per fini personali, viaggi, hotel a cinque stelle con «cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, con area fitness e cura della persona», ma anche il conto del macellaio. Condotte «disinvolte» emerse a «più riprese e in molteplici occasioni». Tanto da portare le spese per i rimborsi dei componenti dell’Authority per la privacy da circa 20mila euro del 2021 a circa 400mila annui nel 2024. Nel fascicolo, che ieri ha portato i militari del nucleo Pef della Guardia di Finanza a perquisire uffici e abitazioni del presidente Pasquale Stanzione e degli altri tre componenti del collegio, Guido Scorza, Agostino Ghiglia, Ginevra Cerrina Feroni, si contestano i reati di peculato e corruzione. Oltre alle spese folli ci sarebbe la gestione «opaca» di alcune istruttorie: quella a carico di Ita Airways e l’altra nei confronti di Meta, che, secondo il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, avrebbe garantito «utilità» agli indagati.
LE SPESE
«La voce relativa agli organi e incarichi istituzionali — si legge nel decreto — registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto l’importo complessivo di un milione 247mila euro». Il tutto grazie anche a un regolamento autorizzato dal collegio che ha portato il tetto di spesa massimo da 3.500 a 5mila euro. L’attività istruttoria sta muovendo i primi passi dopo l’ascolto di alcuni testimoni, tra i quali l’ex segretario generale Angelo Fanizza, che hanno fornito elementi ritenuti «preziosi» per lo sviluppo dell’indagine.
Si legge nel decreto riguardo all’istruttoria Ita che «appare anomala la circostanza per cui componenti del Collegio del Garante sarebbero stati destinatari nel marzo 2023, di tessere Volare consegnate dalla compagnia aerea, per il valore di 6mila euro ciascuna». Una circostanza che i pm mettono in relazione proprio a un’istruttoria. La procura sottolinea: «è significativo che una procedura iniziata nel 2023 a carico di Ita, che avrebbe condotto al riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della documentazione relativa al trattamento dei dati, si sia conclusa nel 2025 con l’irrogazione di una sanzione di natura meramente formale». Il relatore era Sforza. Ita «ha contestato la ricostruzione secondo cui le tessere sarebbero state emesse direttamente con status Executive — si legge — chiarendo che esse riportavano inizialmente lo status «smart» e che l’eventuale passaggio al livello Executive è avvenuto nel rispetto di una specifica procedura interna della Compagnia, la quale — scrivono i pm tuttavia non appare chiara».
META
Nell’atto è ricostruita anche la procedura sulla sanzione irrogata nei confronti della società Meta in relazione all’immissione in commercio degli smartglasses, «dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi», si legge. Inizialmente la sanzione ipotizzata era di 44 milioni di euro ma «sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena un milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela». Per i pm «È necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società». Il centrosinistra, da Renzi ad Avs al Movimento Cinque Stelle invoca le dimissioni dell’intero collegio, mentre gli indagati respingono ogni accusa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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