23.01.2026
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Sports

«Ho dolore, ma è fantastico essere qui»


La Tigre torna in gara. «Preferisco vivere e fallire, che non vivere per paura di fallire». Coraggio e grinta non sono mai mancati a Federica Brignone, che oggi si presenterà al cancelletto di partenza del gigante di Plan de Corones, in Alto Adige. La valdostana torna sugli sci a 292 giorni dall’infortunio in Val di Fassa, dove un incidente agli Assoluti – proprio nella specialità in cui è campionessa del mondo in carica – ha stravolto i piani di avvicinamento ai Giochi in casa, al via dal 6 febbraio. Un’Olimpiade in cui sarà anche portabandiera, ma prima servirà almeno una gara «di esperimento», con due manche a distanza di tre ore.

La detentrice della Sfera di Cristallo ieri ha incontrato i giornalisti nella sala stampa di Kronplatz, località che le ha già regalato tre vittorie (2017, 2019 e 2021). Qui, a San Vigilio di Marebbe, ha raccontato il percorso che l’ha condotta al via di questa mattina – prima run alle 10.30 e seconda alle 13.30, in diretta su Rai2 ed Eurosport – spiegando di essere tornata «molto prima di ogni più rosea aspettativa» per «vedere come reagirà la gamba e se sono in grado di sostenere una gara. Per me è veramente fantastico esserci. Non poteva esserci posto migliore che in Italia per il ritorno e proprio su questa pista che mi piace molto».

Per me stessa

Brignone ha ribadito di «non essere qui per cercare un grande risultato, ma per me stessa. È già qualcosa di speciale esserci dopo quello che mi è successo l’anno scorso. All’attivo ho tredici giorni di pali, ho fatto cinque giorni di velocità in Val di Fassa, con le mie compagne, ho seguito ovviamente un programma diverso dal solito». Anche perché il dolore, come ha ammesso senza filtri, è ancora presente. Cambia solo l’intensità e la campionessa di La Salle ha imparato a conviverci: «Non ho ancora fatto una giornata senza dolore, nemmeno nella vita normale. La zona è tibia, perone e ginocchio, tutto. Ci sono giorni in cui sto meglio e altri in cui sto peggio. In alcuni casi non ho sciato proprio per questo. Ho più male in gigante, meno in velocità. Finora, però, ho sciato tranquilla e non ho ancora affrontato salti o dossi».

Del resto, gli sci sono tornati ai piedi solo poco più di un mese fa: «A inizio dicembre ho usato per la prima volta quelli da turismo. A metà dicembre ho rimesso gli sci da gigante e lì ho iniziato a vedere la luce. Perché è stata davvero tosta». Ma l’occasione olimpica è troppo importante per rinunciare: «C’è chi mi dice che non dovrei rischiare, ma io non sono una persona conservativa. Ho sempre fatto tutto al massimo, è il mio stile di vita. Preferisco vivere, provarci e sbagliare, piuttosto che non agire per paura di non farcela. Alla fine, dopo essermi confrontata con mio fratello Davide e la federazione ha vinto questa voglia».

Ora resta da capire come il fisico reagirà alle pressioni della gara, ancora inevitabilmente lontane dall’allenamento: «Ogni giorno è un test». Lo è stato da aprile, dal post-intervento alla gamba. Poi, secondo programma, il prossimo passo sarà Cortina, dove si allenerà in velocità con la Nazionale: «Se me la sentirò farò altre gare, altrimenti niente». Un passo alla volta, una porta alla volta, per ritrovare la Tigre che tutti hanno imparato a conoscere.


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