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Gli hacker russi puntano sempre più in alto, attaccato il Parlamento norvegese


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Il sito del Parlamento norvegese è rimasto parzialmente inaccessibile nel pomeriggio di oggi, 14 settembre, mentre un gruppo di hacker filorussi ha rivendicato l’attacco attraverso Telegram. A firmare il messaggio sono stati i Server Killers, che hanno annunciato un’operazione della durata di tre ore contro lo Storting, l’assemblea legislativa di Oslo. Il Parlamento norvegese ha avviato le verifiche per ricostruire la natura e l’estensione del malfunzionamento. Al momento non risultano confermate intrusioni nei sistemi interni né sottrazioni di dati. L’episodio presenta tuttavia le caratteristiche di un attacco DDoS, condotto indirizzando una quantità enorme di traffico verso i server per rendere il sito irraggiungibile agli utenti.

La campagna contro la Norvegia

L’azione contro il Parlamento rappresenta un salto di livello nella campagna lanciata nelle ultime settimane dai Server Killers. Attivo almeno dal 2023, il gruppo aveva già preso di mira università norvegesi e alcuni servizi pubblici digitali, compresi i sistemi utilizzati dai cittadini per accedere alle piattaforme della pubblica amministrazione. Alla fine di agosto gli hacker avevano proclamato una vera e propria «guerra informatica» contro la Norvegia, motivandola con il sostegno militare e finanziario fornito da Oslo all’Ucraina.

In quei giorni l’Agenzia norvegese per la digitalizzazione aveva definito l’offensiva la più vasta mai subita dai propri servizi. Nonostante il volume del traffico ostile, gran parte delle piattaforme era rimasta comunque operativa. Associated Press A innescare la nuova offensiva sarebbe stato anche il rafforzamento della cooperazione tra Norvegia e Ucraina. Durante una visita a Kiev, il premier Jonas Gahr Støre aveva confermato aiuti per 85 miliardi di corone norvegesi, pari a circa 9,2 miliardi di dollari, destinati alla sicurezza e alla difesa ucraina.

Il precedente degli attacchi al Parlamento

Lo Storting era già finito nel mirino di operazioni informatiche attribuite o ricondotte alla Russia. Nel 2020 alcuni account di parlamentari e dipendenti furono compromessi in un attacco che Oslo attribuì al gruppo APT28, conosciuto anche come Fancy Bear e ritenuto collegato all’intelligence militare russa. Nel 2021 una seconda intrusione consentì agli aggressori di sottrarre dati dai sistemi informatici dell’assemblea. Reuters Nel caso odierno, però, la rivendicazione dei Server Killers non equivale ancora a una conferma indipendente della loro responsabilità. Le autorità norvegesi dovranno stabilire se il blocco sia stato provocato effettivamente dal gruppo e se l’operazione abbia interessato soltanto il sito pubblico oppure anche altre infrastrutture del Parlamento.


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