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Argentina Lng, il progetto integrato di gas naturale liquefatto promosso da Eni, Ypf, la compagnia petrolifera argentina a maggioranza statale, e Xrg, braccio di investimento della compagnia emiratina Adnoc, entra in una nuova fase. È stata presentata la domanda di adesione al Regime di incentivi per i grandi investimenti argentino (Rigi), a sostegno dello sviluppo del progetto di esportazione di Gnl che prevede un investimento complessivo di 51 miliardi di dollari (circa 44 miliardi di euro).
La joint venture nasce per sfruttare le risorse di gas di Vaca Muerta, il mega-giacimento situato nel nord della Patagonia. Più nel dettaglio, Argentina Lng mira a sviluppare una catena del valore integrata del Gnl, dalla produzione di gas upstream alle infrastrutture di esportazione, compresi gli impianti di trasporto e trattamento del gas, e due unità galleggianti di liquefazione del gas naturale. Queste ultime saranno posizionate al largo della provincia di Río Negro e avranno una capacità di liquefazione di 12 milioni di tonnellate all’anno, con l’obiettivo di arrivare a 18 milioni e generare fino a 10 miliardi di dollari di esportazioni annue.
Il progetto sbloccherà le risorse a gas del bacino non convenzionale argentino di Vaca Muerta e contribuirà a posizionare il Paese sudamericano come fornitore globale di Gnl a lungo termine. La joint venture combina le competenze complementari di Ypf, Eni e Xrg per valorizzare le risorse di gas del giacimento, tra le più importanti al mondo, e come detto prevede anche lo sviluppo di infrastrutture di produzione, processo, trasporto ed esportazione di gas naturale liquefatto.
«La presentazione della domanda Rigi rappresenta un’importante tappa verso la decisione finale di investimento del progetto, prevista entro la fine del 2026», ha sottolineato Eni in una nota. Anche il presidente e ceo di Ypf, Horacio Marín, ha definito l’adesione al Rigi fondamentale per trasformare le risorse di Vaca Muerta e rendere l’Argentina competitiva nel mercato globale dell’energia.
A fine giugno il Cane a sei zampe ha firmato il Sale and purchase agreement per l’acquisizione di una partecipazione del 32% in tre blocchi upstream (Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva e Las Tacanas) facenti parte del bacino non convenzionale di Vaca Muerta. A seguito del perfezionamento dell’operazione la partecipazione in questi tre blocchi upstream, al centro dello sviluppo integrato di Argentina Lng, sarà detenuta da Ypf con il 36%, Eni con il 32% e Xrg con il 32%. L’operazione riflette la volontà di Eni di rafforzare e diversificare il proprio portafoglio di gas upstream, sviluppare progetti integrati lungo la catena del valore ed espandere la commercializzazione del capitale Gnl, contribuendo al contempo alla sicurezza e alla competitività degli approvvigionamenti energetici.
Le stime
Vaca Muerta è una delle principali formazioni mondiali di shale gas e shale oil. Si trova, più precisamente, nella provincia di Neuquén. Il gas sarà trasportato 527 chilometri fino al Golfo San Matías, nella provincia di Río Negro, dove saranno installate le due unità galleggianti di liquefazione previste dal progetto. Il progetto, stando a quanto riportato dai media argentina, sarà finanziato per il 70% con credito internazionale e per il 30% con apporti dei soci. Per la prima fase, da 15,5 miliardi di dollari, 47 banche hanno presentato offerte per un ammontare pari a 2,4 volte il fabbisogno. L’investimento previsto fino al 2031 è di 29 miliardi di dollari (24 miliardi per le infrastrutture e 5 miliardi per l’estrazione). Si stima che verranno creati fino a 40mila posti di lavoro durante la fase della costruzione e circa 8mila nella fase operativa.
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