21.01.2026
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Federica Brignone è sesta nel gigante di Kronplatz al ritorno in Coppa del Mondo dopo l’infortunio: «Sono emozionata»


Il rientro in Coppa del Mondo di Federica Brignone è stato più che incoraggiante. È stato semplicemente strabiliante. La valdostana ha chiuso al sesto posto il gigante di Kronplatz, in provincia di Bolzano, riuscendo nell’impresa di recuperare una posizione rispetto alla prima manche, incurante delle fatiche e delle scorie lasciate da mesi difficili. A 292 giorni dal terribile infortunio patito agli Assoluti in Val di Fassa, la detentrice della sfera di cristallo è tornata a competere ad altissimi livelli, finendo non lontano dalla fuoriclasse americana Mikaela Shiffrin, quarta a 86 centesimi dalla vincitrice, l’austriaca Julia Scheib (2:19.85), che ha preceduto la svizzera Camille Rast (+0.37) e la svedese Sara Hector (+0.46). Federica ha chiuso a 1”23 dalla Scheib.

Sull’Erta di San Vigilio di Marebbe, la carabiniera di La Salle ha mostrato un sorprendente grado di competitività. Anzi, ha dato l’impressione di sentirsi sempre più a suo agio porta dopo porta, come se stesse lentamente riassaporando le vecchie sensazioni tra le porte larghe. Lei, campionessa del mondo in carica. Una sciata leggera e fluida, soprattutto se confrontata con quella dell’americana Moltzan, che l’aveva preceduta e che l’ha poi applaudita al parterre: stupita lei, ma stupiti un po’ tutti.

Una Federica che sembra essersi finalmente lasciata alle spalle mesi durissimi e che ha alzato il braccio al cielo per festeggiare.

Poco importa che, due minuti più tardi, la polacca Maryna Gąsienica-Daniel le sia finita davanti. Come ha sottolineato la stessa valdostana, questa gara rappresentava un test su sé stessa, non sulle avversarie. Il risultato, in fondo, contava relativamente.

«Tagliare il traguardo e vedere verde con le tensione ed emozioni vissute oggi è stata difficile. Ero solo emozionata di essere qui. Oggi parleremo, ma il programma è tornare a Cortina e fare velocità. E vedere se in velocità riesco a partecipare intanto alle gare. Bisogna riprendere confidenza. Tirare. Mi manca un po’ osare, lo faccio in tre curve, la quarta freno. Mi sono accorta tanto nella prima manche. Mi manca ancora quella fiducia. Lascio San Vigilio felice, con quale fiducia non lo so. Lo vedremo con calma».

PRIMA MANCHE

Nella prima manche del gigante di San Vigilio di Marebbe, Brignone si era piazzata al settimo posto, accusando un distacco di 1″18 dalla svedese Sara Hector, al comando a metà gara con il tempo di 1’13″54. Un risultato tutt’altro che banale per un’atleta al rientro dopo tanti mesi di stop. La conferma, dunque, che il ritorno all’agonismo non è stato improvvisato, ma attentamente pianificato insieme al fratello-coach Davide e alla Federazione.

Queste le sue parole dopo la prima manche: «Ero tranquilla in questi giorni. Ma quando ho messo fuori i bastoni mi sono detta: non so se sono pronta. Con la manche che girava così tanto, avevo paura di non andare abbastanza profonda. Sono partita un po’ rigida. Mi sono ricordata di respirare soltanto dopo il primo intermedio. Dolore? Mi sono sentita bene. Più mi scaldo e meglio sto. Con l’adrenalina e tutto, il dolore non l’ho sentito. È stato un ottimo test. Quanto sono felice oggi? Tantissimo, tantissimo. Adesso voglio ritrovare le mie sensazioni, voglio ritrovare come so sciare. Ho rotto il ghiaccio».

Nella prima manche era scivolata invece dopo poche porte Sofia Goggia, che ha chiuso così anzitempo la sua gara.

RISULTATI

1) Julia Scheib (Austria) 2:19.85
2) Camille Rast (Svizzera) +0.37
3) Sara Hector (Svezia) +0.46
4) Mikaela Shiffrin (Stati Uniti) +0.86
5) Maryna Gasienica-Daniel (Polonia) +1.01
6) FEDERICA BRIGNONE (Italia) +1.23


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