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Emanuele Galeppini, golfista italiano di 16 anni, è la prima vittima riconosciuta dell’incendio divampato a Crans Montana, Svizzera, per la quale hanno perso la vita almeno 47 persone. Il giovane, nato a Genova ma residente a Dubai, era una promessa del golf e la notizia della sua morte è stata diffusa dalla stessa Federazione italiana di golf. Galeppini, che era in Svizzera insieme ad altri amici per festeggiare il Capodanno, risultava essere uno dei dispersi prima della drammatica conferma giunta dalla Federazione.
Chi era Galeppini e il precedente appello del padre
Il giovane sportivo italiano, tifoso del Genoa e giocatore ad alti livelli di golf, era al Costellation per festeggiare il Capodanno con gli amici e, pochi istanti dopo lo scoppio della tragedia, aveva fatto perdere le sue tracce. I primi ad allarmarsi sono stati gli stessi genitori con il padre, Edoardo Galeppini, che la notte scorsa aveva lanciato un appello: «L’ho sentito a mezzanotte poi non ho più avuto contatti con lui.
Purtroppo era al Costellation per festeggiare il Capodanno con gli amici. Quando abbiamo saputo dell’esplosione siamo andati lì davanti ma non l’abbiamo trovato».
Il comunicato della Federazione
«La Federazione Italiana Golf piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori».
La famiglia
La famiglia di Emanuele però non perde le speranze. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», spiega all’Adnkronos Sebastiano Galeppini, lo zio.
Autorità svizzere: «Tra i feriti 80-100 sono in condizioni critiche»
Tra i 115 feriti nell’incendio di Crans-Montana, in Svizzera, «80-100 persone sono in condizioni critiche» Lo ha detto il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl, lasciando intendere che il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. «Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali — ha aggiunto — molte non sono state ancora identificate»
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