24.01.2026
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Fashion

ecco perché è un errore e cosa indossare quando fa freddo


Uscire di casa con i jeans durante l’inverno può sembrare una scelta innocua, quasi automatica. Il risultato, però, è spesso lo stesso: gambe che bruciano dal freddo, tessuto irrigidito dal gelo e una sensazione di disagio che sale minuto dopo minuto. Non è solo una percezione: il denim è tra i materiali meno adatti all’inverno.

Perché i jeans non proteggono dal freddo

Il motivo è fisico.

Il denim è cotone denso, un materiale che assorbe facilmente l’umidità — sudore, neve, condensa — e che, una volta bagnato, perde gran parte della sua capacità isolante. Secondo l’International Mountaineering and Climbing Federation (UIAA), il cotone è uno dei tessuti meno indicati per ambienti freddi proprio perché favorisce la dispersione di calore e aumenta il rischio di raffreddamento corporeo. Inoltre, a temperature sotto lo zero, il tessuto si irrigidisce e intrappola aria fredda a contatto con la pelle invece di creare uno strato termico protettivo. Il corpo, per difendere gli organi vitali, riduce l’afflusso di sangue alle gambe: il risultato è una sensazione di freddo intenso, intorpidimento e calo delle energie. Uno studio pubblicato dal Canadian Journal of Public Health sul pendolarismo invernale ha rilevato che le gambe sono tra le prime parti del corpo a perdere comfort termico durante l’esposizione al freddo, prima ancora di mani e busto.

Cosa indossare davvero quando fa freddo

Il principio chiave è l’abbigliamento a strati. Gli esperti di abbigliamento outdoor raccomandano per lo strato leggings o calzamaglie in lana merino o tessuto sintetico tecnico, capaci di allontanare l’umidità dalla pelle e trattenere il calore. Mentre per lo strato esterno pantaloni foderati, softshell, da trekking o da sci, progettati per bloccare vento e dispersione termica. Secondo la National Ski Areas Association e i principali brand di abbigliamento tecnico, questa combinazione consente di mantenere il calore corporeo anche con temperature inferiori ai -5 °C, senza rinunciare alla mobilità.

Perché smettere di indossare jeans cambia l’inverno

Molti si coprono in modo eccessivo sopra — parka, sciarpe, cappelli, guanti — ma lasciano le gambe praticamente scoperte. Il risultato è uno squilibrio: la parte superiore suda, quella inferiore si raffredda, e il cotone dei jeans diventa un involucro freddo e umido. Un pendolare di Oslo, citato dal Nordic Outdoor Research Institute, lo riassume così: «Il cappotto e i guanti andavano bene. Ma quando arrivavo al lavoro, le mie gambe sembravano non appartenere più al mio corpo». È il cosiddetto “effetto jeans”.

Le regole pratiche per non congelare

Ci sono alcune regole pratiche per affrontare al meglio le temperature rigide tra le quali quella di sostituire il cotone con lana merino o tessuti sintetici, usare pantaloni foderati o softshell nelle giornate sotto zero. E, se si indossa uno strato interno, scegliere pantaloni esterni più larghi. Come ha dichiarato un runner urbano di Chicago al Chicago Tribune: «Il giorno in cui ho smesso di indossare i jeans per andare al lavoro a gennaio è stato il giorno in cui ho smesso di odiare l’inverno». Non serve equipaggiamento estremo: basta scegliere materiali giusti e abbandonare l’idea che un solo paio di pantaloni possa andare bene per tutte le stagioni. Le tue gambe e il tuo umore ti ringrazieranno.


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