30.08.2025
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Politics

«È un po’ troppo permaloso. Vada lui in guerra». La Francia convoca l’ambasciatrice italiana


Un incidente diplomatico. L’ennesimo sulla rotta Roma-Parigi. La notizia arriva a tarda sera dai media francesi: l’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro è stata convocata dal governo parigino a seguito «delle inaccettabili dichiarazioni» rilasciate dal vicepremier italiano Matteo Salvini contro Emmanuel Macron. Nel mirino del leader leghista, ancora una volta, il progetto di un esercito di Volenterosi pronto a partire per l’Ucraina come garanzia del futuro cessate il fuoco.

Ma stavolta, per Parigi, Salvini ha davvero passato il segno, e la convocazione dell’ambasciatrice la dice lunga sul clima che si respira da giorni all’Eliseo. Se il presidente francese «la smettesse di invocare l’invio dei nostri figli e dei militari a combattere, a morire fra Russia e Ucraina, saremmo tutti piu’ contenti», dice il ministro delle Infrastrutture e vice premier italiano a margine della festa della Lega in corso a Pinzolo (Tn) rispondendo a chi gli ha chiesto di commentare la presa di posizione del governo francese alle sue recenti dichiarazioni sul presidente Emmanuel Macron. «Più che fare il permaloso — ha proseguito — la smetta di parlare con toni bellici. Solo il mese scorso ha detto la Francia è pronta a combattere.

Parla per te, l’Italia non ha nessuna intenzione di combattere, di andare in guerra, non siamo in guerra contro la Russia, lavoriamo per la pace». Salvini ha poi concluso evidenziando che «se uno volesse pensare male, probabilmente il fatto è che è al minimo storico della popolarità in Francia e, quindi, ha bisogno di litigare in giro per il mondo, un giorno con Trump, un giorno con l’Italia».

Salvini-Macron, cosa è successo?

Tanto più che il vicepremier ha sferrato l’attacco contro Macron proprio nelle ore in cui si svolgeva il vertice a Washington tra Donald Trump e un gruppo ristretto di leader europei, tra cui Giorgia Meloni. Sul tavolo della Casa Bianca, le garanzie di sicurezza per piantare la bandiera della pace, con l’Italia che spinge per una versione light dell’articolo 5 della Nato e il presidente francese che continua a sostenere la necessità di inviare “boots on the ground”. «Macron si attaccasse al tram — le parole del titolare del Mit — Si metta il caschetto, il giubbetto, il fucile e vada in Ucraina». Un affondo a cui erano seguite proteste informali trasmesse a Palazzo Chigi e alla Farnesina. Ma nessun commento era arrivato dalla premier, né tantomeno dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Men che meno erano giunte le scuse di Salvini. Dunque la convocazione della diplomatica.

Il clima Roma-Parigi

Secondo fonti citate dall’Afp «è stato ricordato all’ambasciatrice che queste dichiarazioni erano in contrasto con il clima di fiducia e le storiche relazioni tra i nostri due Paesi, nonché con i recenti sviluppi bilaterali, che hanno evidenziato forti convergenze tra i due Paesi, in particolare per quanto riguarda il loro incrollabile sostegno all’Ucraina». Intanto il governo italiano continua a tacere. Ma sotto traccia sono in corso contatti tra Roma e Parigi, nonché tra la premier e i suoi due vice, Salvini in testa. Che, ancora una volta, sembra averla combinata grossa.


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