Una popstar italiana che non esiste, almeno nel mondo reale. Si chiama Silica, è stata generata attraverso strumenti di intelligenza artificiale e ha già pubblicato il suo primo album. Il disco si intitola «74» e contiene dieci tracce: otto in italiano, una in inglese e una in spagnolo.
Un progetto che riflette sull’incontro tra arte e tecnologia
Il progetto italiano si muove tra musica, marketing e una riflessione sul rapporto tra creatività e AI. L’obiettivo dichiarato dai suoi ideatori non è però quello di ingannare il pubblico facendo passare Silica per una cantante in carne e ossa. Al contrario, la sua natura artificiale viene esplicitamente rivendicata e diventa parte integrante del progetto.
Silica viene infatti descritta dai suoi creatori come «un’entità musicale generativa che non nasconde la propria natura artificiale, ma ne fa il punto di partenza per raccontare emozioni, desideri e contraddizioni umane».
L’AI come nuovo strumento creativo nella musica
Silica e la musica creata con l’intelligenza artificiale
Alla base del progetto c’è l’idea di utilizzare l’AI nella musica non soltanto come uno strumento tecnologico, ma come mezzo attraverso il quale osservare e reinterpretare l’esperienza umana.
Silica osserva le emozioni delle persone, le elabora e le traduce in musica, trasformandole nel materiale da cui prende forma la sua identità artistica.
Una contraddizione che gli stessi ideatori sintetizzano in una frase che racchiude il senso dell’intero progetto: «Silica non ha un cuore, ma elabora i nostri».
Musica generata dall’intelligenza artificiale: il confine fra uomo e macchina
Con l’album «74», la popstar virtuale italiana entra così nel dibattito sulla musica generata dall’intelligenza artificiale, mettendo al centro proprio il confine tra creatività umana e tecnologia.
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