Ogni giorno le notizie della tua squadra del cuore
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Juventus. Il tecnico giallorosso ritrova tra i convocati Dybala dopo oltre un mese di assenza, out Soulé e Hermoso. Domani snodo cruciale per la corsa Champions con i giallorossi che hanno la possibilità di andare a +7 sui bianconeri. Di seguito le parole dell’allenatore della Roma:
È una sfida Champions, c’è un punto in comune tra lei e Spalletti? Che ruolo reciterà Dybala? «Cerchiamo di raggiungere il risultato attraverso il gioco, ci ha sempre identificato. È un aspetto importante e domani sarà una partita tra due squadre che cercano di vincere con un gioco di qualità. Ci saranno poche speculazioni ed entrambe giocheranno per vincere. Per Dybala proviamo oggi, sta meglio ma non ancora nelle condizioni di poter giocare”
Negli ultimi big match la Roma è cresciuta. Che cosa si aspetta domani? «Alcuni non li abbiamo vinti con quelle davanti però abbiamo pareggiato con Milan e Napoli. Col Como abbiamo vinto, anche col Bologna. Non è che non li abbiamo mai vinti altrimenti non saremmo terzi. Ci manca la vittoria contro una di queste. Domani non dobbiamo pensare a questo. La Juventus è una grande squadre e queste partite sono equilibrate».
È una Roma diversa rispetto all’andata. È cresciuta tatticamente e alcuni giocatori sono cresciuti. È anche una Roma superiore alla Juve? «All’andata eravamo rimaneggiati in difesa, mancavano Hermoso e Ndicka.
Ma abbiamo fatto una buona partita, anche la Juventus fece un’ottima gara. C’è stato un momento nel quale abbiamo sperato di fare risultato. Sono momenti diversi, abbiamo avuto un mese di gennaio difficile per gli infortuni. Siamo andati tra alti e bassi. Adesso entriamo in una fase dove è importante dare continuità».
Questi 4 punti di vantaggio quanto incidono sull’approccio? C’è una data per il rientro di Soulé? «Navighiamo a vista, speriamo di riaverlo la prossima settimana. Quattro punti sono significativi ma non determinanti a dodici giornate dalla fine. È un campionato da poter risolvere nelle ultime domeniche ma nessuna squadra prenderà il volo».
A lei manca la Champions. Perché il campionato italiano sta faticando in quel torneo? «È un discorso ampio. Dobbiamo prendere coscienza della realtà che riguarda anche la Nazionale. Non è un problema solo. Sono una serie di situazioni che ci hanno portato ad essere meno competitivi in Europa. Si può anche guardare gli altri e dare dei meriti come con la Norvegia».
Per lei è più probabile arrivare tra le prime 4 o che arrivi in fondo in Europa League. C’è qualcosa che si è portato dietro dal suo percorso nella Juve? «Difficile dirlo ora, dobbiamo rimanere dentro a tutti perché tre mesi sono tutti. Dobbiamo raggiungere il massimo in campionato poi rietreremo in Europa col Bologna. Dobbiamo posizionarsi nel miglior modo possibile. Poi ci sono le varianti delle squalifiche. In Europa abbiamo alcuni giocatori come Ferguson che non è in distinta. Pensiamo partita in partita. La Juventus per me è stata una palestra incredibile. Mi ha formato sotto l’aspetto professionale e in quella società il calcio si faceva molto bene. Mi hanno dato la possibilità di lavorare col settore giovanile e di girare l’Europa. Mi ha aiutato nella mia carriera».
La difesa a 4 è un’opzione dal primo minuto? «È tutto proponibile e il fatto di poterla usare in gara ti dà qualche certezza in più. Con la Cremonese è andata bene ma molto dipende dagli avversari e dai giocatori a disposizione. Ora abbiamo tanti centrocampisti, sono esperienze che aiutano e che ci torneranno utili in questo finale di stagione».
Si è fatto un’idea di quanti punti servano per la Champions? «Difficile da dire, di solito vanno superati i 70 punti. La sensazione è che quest’anno serva qualche punto in più. Anche l’anno scorso le squadre coinvolte erano tante. Quest’anno Bologna e Lazio si sono staccate prima ma è fondamentale fare tante vittorie consecutive».
Che ne pensa del divieto delle trasferte che varrà anche a Bologna? «Si penalizza la passione di tante persone. Spero che queste restrizioni un bel giorno possano finire. Andare in trasferta è bello perché segui la squadra e visiti le altre città».
Come mai i giocatori che passano dall’Atalanta alle altre squadre non riescono ad affermarsi? «Non è sempre così, qui ci sono Mancini e Cristante. Ho ritrovato dei giocatori ancora più forti. Koopmeiners di recente ha fatto due gol in Champions. È un giocatore forte poi non so perché non è riuscito a rispettare le aspettative».
Che cosa ne pensa del sorteggio? «In quelle gare conta più l’andata che il ritorno. Puoi avere un piccolo vantaggio nella qualificazione. I margini di errore sono più bassi ed è anche più difficile rimontare le partite. Dispiace aver preso il Bologna perché non riusciremo a migliorare il ranking. In questa competizione devi superare degli ostacoli alti».
Ha detto che aveva qualche idea per il ruolo di Totti… «Una è farlo giocare domani (ride, ndc). Adesso siamo concentrati sulla partita di domani».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
