Notizie Nel Mondo - Notizie, affari, cultura Blog Politics dubbi sul premio oltre il 55%. Pressing Fdi sulle preferenze
Politics

dubbi sul premio oltre il 55%. Pressing Fdi sulle preferenze


Per la maggioranza è lo Stabilicum, un sistema in grado di produrre una maggioranza certa dopo il voto ed evitare inciuci e larghe intese. Per le opposizioni, una «legge truffa». Con un «premio smisurato» che fa sì che chi vince piglia tutto, organi di garanzia compresi: dai membri laici del Csm ai giudici costituzionali, fino al prossimo presidente della Repubblica. Ventiquattr’ore dopo l’approdo in aula del testo partorito dal centrodestra, sulla legge elettorale infuria la bufera. I capisaldi sono noti: via i collegi uninominali del Rosatellum, si torna a un sistema proporzionale con (super?) premio di maggioranza, soglia di sbarramento al 3% e possibile ballottaggio. Restano poi le liste bloccate, anche se il punto sarà oggetto di discussione in parlamento. «Siamo da sempre favorevoli alle preferenze – fa sapere il luogotenente meloniano Giovanni Donzelli – abbiamo presentato emendamenti per introdurle in passato e lo faremo anche stavolta». Lo stesso farà Noi moderati. Insomma: nonostante lo scetticismo di Lega e Forza Italia, non è detta l’ultima parola.

Proporzionale con soglia

Quel che non cambierà è l’impianto della nuova legge: proporzionale, appunto. I 400 deputati e i 200 senatori saranno eletti in collegi plurinominali – attualmente gli stessi del 2022 – secondo il principio: quanti sono i voti, tanti sono in proporzione i seggi. Regola che però vede diverse eccezioni, a cominciare dalla soglia: non entra in parlamento chi, correndo al di fuori dei blocchi, non scavalla almeno il 3%. Sbarramento intorno al quale “ballano”, a oggi, sia Azione di Carlo Calenda che Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci (che proprio ieri, parlando al Pulp Podcast da Sanremo, ha annunciato che lascerebbe la politica in caso di mancata elezione nel prossimo parlamento).

Il premio

La prima delle coalizioni o delle liste che supera il 40% dei voti ha diritto a un premio di maggioranza fisso: 70 seggi in più alla Camera, 35 al Senato. In ogni caso, nel testo si prevede che il massimo di seggi attribuiti a chi ottiene il premio non possa superare i 230 scranni alla Camera (pari al 57,5%) e i 114 al Senato (57%), ai quali però vanno aggiunti poi gli eletti all’estero e quelli delle minoranze linguistiche (il che potrebbe portare il totale vicino a quota 60%). Un bottino decisamente troppo ricco, secondo le opposizioni. E pure secondo costituzionalisti come Gaetano Azzariti e Stefano Ceccanti, per il quale il “surplus” andava limitato al 55% per non incappare nella possibile bocciatura della Consulta.

Il ballottaggio

Se nessuno supera il 40%, si va al ballottaggio tra le due liste o coalizioni più votate, purché abbiano incassato almeno il 35% dei voti. E anche qui sorgono altre possibili criticità, quantomeno sulla carta. Che succede, ad esempio, se in una Camera si supera il 40% e nell’altra no, si domanda Ceccanti? O se scattano due premi per due maggioranze diverse in ciascun ramo del parlamento (ipotesi difficile, ma non impossibile)? E se nessuna coalizione raggiungesse il 35%? In questo caso, la risposta c’è: i seggi verrebbero assegnati di fatto con un proporzionale puro.

Listini bloccati

Niente possibilità di esprimere preferenze, si diceva, a meno che non rientrino in campo durante il dibattito parlamentare (per il dem Stefano Bonaccini, il Pd dovrebbe battersi per reintrodurle, e quindi – si deduce – dire sì all’emendamento di FdI). Per il momento invece si prevedono liste bloccate, che contino da due a sei candidati per lista contro i tre-quattro di oggi.

Indicazione del premier

Prevista infine l’indicazione, da parte di ogni schieramento, del candidato premier. Non sulla scheda elettorale ma «in sede di presentazione delle liste», si specifica nella proposta. Il che per il centrosinistra potrebbe tradursi con la necessità di indire le primarie, o comunque di stabilire chi è il leader della coalizione. Operazione non così scontata.

Le simulazioni

Last but not least, le simulazioni. A chi giova, un sistema così congegnato? Secondo Youtrend, al centrodestra. Che stando all’ultima Supermedia dei sondaggi incasserebbe 228 seggi alla Camera e 113 al Senato (contro i 186 e i 96 che invece avrebbe assicurati con l’attuale Rosatellum). Non tutti però in maggioranza avrebbero di che gioire: sempre secondo Youtrend, la Lega quasi dimezzerebbe i suoi attuali eletti (dai 59 attuali a 31-37 alla Camera) per effetto dell’addio ai collegi uninominali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Commenti e retroscena del panorama politico
Iscriviti e ricevi le notizie via email

Exit mobile version