30.11.2025
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Economy

Dogana europea, la corsa per la sede. Roma si candida


La sede scelta è un complesso immobiliare da 10mila metri quadri in trvertino e stile modernista all’Eur. Il valore aggiunto della candidatura, però, è dato dall’esperienza e dalle competenze italiane nel contrasto alle frodi e nella gestione delle procedure doganali. Ieri il governo ha presentato ufficialmente a Bruxelles la sua candidatura per ospitare la futura Autorità doganale europea (Euca), sfidando Lille e Varsavia.

SIMBOLO

In una nota congiunta del Mef — attore principale in questo dossier — dell’Agenzia delle dogane e dell’amministrazione capitolina si spiega che «con la candidatura di Roma l’Italia mette in campo un progetto solido e competitivo, funzionale a sostenere l’avvio e il consolidamento della nuova Autorità in una città simbolo in tutto il mondo per storia, cultura e arte: aspetti che coniuga con una visione moderna e una vocazione internazionale anche grazie alla sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo».

Soprattutto, nella stessa nota, si fa notare che la candidatura si «fonda sulle competenze maturate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm), riconosciuta tra le più avanzate in Europa per digitalizzazione, integrazione dei dati, contrasto alle frodi e attuazione del Codice doganale dell’Unione».

La futura Euca sarà operativa dal 2028 e dovrà applicare la nuova riforma Ue delle dogane. L’obiettivo della Commissione è quello di modernizzare, digitalizzandoli, i controlli sulle merci e rafforzare la protezione del mercato unico. In questa direzione svilupperà e gestirà la nuova piattaforma “E Customs Data Hub”, che centralizzerà le analisi dei rischi e il coordinamento tra le autorità nazionali.

La città designata ospiterà, dal 2034, 250 addetti provenienti da tutta Europa, destinati a salire negli anni. A regime, per il suo funzionamento, è previsto un budget da 68,8 milioni mentre gli organi di governance saranno un Cda, un comitato esecutivo di cinque membri (uno scelto dalla Commissione, gli altri dagli Stati Membri) e un direttore esecutivo.

Tra i criteri decisivi per la designazione della sede ci sono in primo luogo la funzionalità e i costi dell’immobile che ospiterà l’Euca. Roma, come detto, ha puntato su un complesso direzione dell’Eur — precisamente in viale della Civiltà Romana — che può ospitare fino a 500 dipendenti ed è dotato di tecnologie all’avanguardia. E si trova in un quartiere direzionale ben collegato con l’aeroporto di Fiumicino, con il centro della Città attraverso la metro, e che garantisce ai dipendenti alti standard abitativi, alberghi e scuole per stranieri.

La Capitale — che già ospita istituzioni internazionali come la Fao e Wfp e — come con la già citata Agenzia delle dogane e dei monopoli può mettere in campo per la futura authority una serie di sinergie con sue istituzioni all’avanguardia come la Banca d’Italia nella lotta al riciclaggio, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale nel contrasto alla pirateria, il suo sistema portuale. Nei prossimi mesi la Commissione elaborerà una valutazione sulle candidature, da trasmettere a Parlamento e Consiglio per la decisione finale.


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