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«Deve essere una fionda. Bremer out, Kalulu? Un’ingiustizia»


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La delusione come rampa di lancio, Luciano Spalletti vuole trasformare la frustrazione post Istanbul in benzina per rilanciare in campionato, nel testa a testa Champions con la Roma. La disfatta contro il Galatasaray pesa eccome nell’economia di una stagione in cui moltissimo se non tutto si deciderà nelle prossime settimane. «So che i prossimi otto giorni saranno decisivi ma sono convinto che la reazione della squadra sarà veemente, come una corda bella tirata per tornare ad esprimere al meglio le nostre qualità. Usiamo il dolore come un elastico che carica e spinge verso la prossima partita. A volte capitano cose che percepisci come ingiuste e ti perforano comunque. Devi prenderne atto e decidere cosa farne. Kalulu? La richiesta di “grazia” è un atto dovuto, ci sono state due ingiustizie evidenti. Il mio rinnovo? Si può anche fare subito, se questa fosse la necessità la possiamo mettere a posto subito».

Contro il Como out Bremer, oltre a Vlahovic, Milik, Holm con Kalulu squalificato. David convocato ma in dubbio dal primo minuto.«Ho parlato con i giocatori dei tre passi indietro fatti. Ci devono servire per avere una reazione forte nelle prossime partite. Se penso a Istanbul, dovevamo evitare di restare in dieci. Abbiamo perso anche a Bergamo e Milano ultimamente: a volte bisogna ragionare meglio, non ci dobbiamo far tirare dentro il caos dei ribaltamenti per restare lucidi. Di Gregorio è il portiere titolare, e il Como è forte e sa fare il calcio di Fabregas, che è un allenatore con grandissime qualità: da giocatore era abituato al controllo della gara. È tra i più bravi, sono andato anche a vederlo lavorare quando ero il ct dell’Italia.

Ultimamente si sono messi a giocare 3-4-2-1: hanno qualità anche senza Paz, che è un super top. Non bastano i bravi ragazzi, serve essere intelligenti». Ogni riferimento agli errori contro Inter e Galatasaray non è casuale.


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