05.01.2026
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Politics

dalle tensioni con la Lega alle sfide interne a Forza Italia


Una vita trascorsa ai tavoli della politica, quella di Antonio Tajani. Giornalista, commissario europeo, europarlamentare, presidente del Parlamento europeo, segretario nazionale di Forza Italia e oggi vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. Il suo è un curriculum di primo piano, che attraversa oltre trent’anni di storia politica italiana ed europea, prima al fianco di Silvio Berlusconi e poi da protagonista assoluto, alla guida di un partito che negli ultimi anni ha recuperato numeri significativi in termini di iscritti e consenso.

Romano, classe 1953, muove i primi passi della sua lunga carriera nel mondo del giornalismo.

Lo fa da cronista parlamentare e da conduttore del Giornale Radio Rai, per poi arrivare, negli anni Ottanta, alla direzione della redazione romana de Il Giornale, al fianco di Indro Montanelli.

L’ingresso in politica arriva nel 1994 quando, al fianco di Silvio Berlusconi,  Tajani è tra i fondatori di Forza Italia, divenendone rapidamente coordinatore regionale. Lo stesso anno l’elezione al Parlamento europeo segna anche l’avvio di una lunga carriera che lo porterà ai vertici del Parlamento europeo.
Dal 2008 al 2014 ricopre il ruolo di commissario europeo, prima ai Trasporti e poi all’Industria, mentre nel 2017 arriva l’approdo a uno dei vertici dell’Unione Europea: l’elezione a presidente del Parlamento.

La scomparsa di Berlusconi, nel 2023, segna poi l’inizio di una nuova fase. Tajani assume la guida di Forza Italia, divenendone segretario nazionale. Un incarico che lo porta anche ai banchi del governo.

Le sue posizioni restano solide all’interno della maggioranza, senza rinunciare all’identità storica del partito. Tajani incarna una linea moderata, europeista e atlantista. Una postura che, nel tempo, ha generato anche momenti di frizione all’interno della coalizione, in particolare con la Lega e Matteo Salvini, con i quali si è scontrato soprattutto sui temi dell’Unione Europea, della guerra in Ucraina e della politica estera.

All’interno di Forza Italia, la sua leadership si appresta a misurarsi con una fase delicata. Dopo l’era Berlusconi, il partito è chiamato ora a ridefinire identità e stile politico, cercando un equilibrio tra continuità e rinnovamento. In questo spazio di ricerca dell’innovazione spunta la figura di Roberto occhiuto, presidente della Regione Calabria, spesso citato come possibile protagonista di un futuro ruolo di spicco all’interno del partito. Per il momento solo ipotesi, ma chissà il futuro cosa riserverà.


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