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Sono gesti così comuni che nessuno li nota: la mano sulla leva del cambio, la spia della riserva ignorata, il piede sulla frizione al semaforo. Eppure, secondo gli esperti di Parclick, azienda di prenotazione di parcheggi online, proprio queste abitudini ripetute ogni giorno consumano la meccanica poco alla volta e fanno lievitare il conto dal meccanico.
Un guasto su quattro nasce da una distrazione
Il quadro economico non aiuta: inflazione costante, ricambi originali più cari e manodopera in aumento fanno sì che anche un guasto imprevisto possa mettere in difficoltà il bilancio familiare.
A tirare le somme è Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick: «Il costo delle riparazioni di un veicolo è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, e commettere piccoli errori quotidiani alla guida moltiplica le visite inutili dal meccanico. Guidare in modo prudente e prendersi cura della carrozzeria è essenziale per attenuare questo impatto economico».
Sempre secondo Parclick, un guasto su quattro dipende da distrazioni e disattenzioni di chi guida. Corregere le cattive abitudini, spiega l’azienda, è la strategia più economica per allungare la vita dell’auto e risparmiare centinaia di euro all’anno. Ecco le dieci sotto accusa.
1. La mano sempre sul cambio
Usare la leva come poggiabraccio sembra innocuo, ma il peso del braccio preme di continuo sui meccanismi interni, aumentando attrito e gioco. Meglio tenere entrambe le mani sul volante e staccare la destra solo per il tempo di cambiare marcia.
2. Il serbatoio spremuto fino alla riserva
Sul fondo del serbatoio si depositano sedimenti e impurità, e a livello molto basso la pompa rischia di aspirarli. Il rifornimento andrebbe fatto quando si scende sotto l’ultimo quarto. Un livello adeguato aiuta anche a raffreddare la pompa e ritarda la saturazione di filtri e iniettori.
3. La frizione premuta a fondo ai semafori
Con la prima innestata e il pedale schiacciato durante le soste lunghe, il sistema di disinnesto lavora sotto pressione senza motivo. Nel traffico o al semaforo è preferibile la folle, con il pedale completamente rilasciato fino alla ripartenza. Si evita così l’usura precoce di uno dei componenti più costosi da riparare.
4. I cordoli presi a spallate
Salire con le ruote sul marciapiede o strisciare lo pneumatico contro il cordolo può causare danni interni invisibili a occhio nudo, con deformazioni, rigonfiamenti e rischio di scoppio. Servono manovre delicate, con l’aiuto di specchietti e telecamere. Un parcheggio chiuso e sorvegliato protegge anche cerchi e sterzo.
5. La partenza a freddo
Dopo ore di sosta l’olio è nella coppa e il motore ha bisogno di qualche istante per distribuirlo nel circuito. Bastano pochi secondi prima di muoversi e qualche minuto di guida dolce, finché il motore non arriva a temperatura.
6. Il piede sul freno in discesa
Nelle discese lunghe, frenare in continuazione fa salire la temperatura di pastiglie e dischi, riduce per un po’ la capacità frenante e ne accelera l’usura. La soluzione è il freno motore: scalare una o due marce e lasciare che sia il propulsore a controllare la velocità.
7. Gli escrementi degli uccelli
Con il calore del sole i loro componenti possono aggredire lo strato protettivo della vernice. Vanno rimossi in fretta con acqua tiepida, sapone neutro e un panno in microfibra, mai raschiati a secco per non graffiare. Un parcheggio coperto riduce l’esposizione.
8. Gli scricchiolii ignorati
Uno scricchiolio, un fischio in accelerazione o un ronzio dalle ruote può essere il primo segnale di un componente in difficoltà. Anche se l’auto continua a marciare, un guasto minore rischia di trasformarsi in un danno molto più caro. Davanti a ogni rumore nuovo, meglio un controllo preventivo in officina.
9. La pressione degli pneumatici sbagliata
Se è troppo bassa, si consumano soprattutto le spalle; se è eccessiva, l’usura si concentra al centro e si riduce l’area di contatto con l’asfalto. In entrambi i casi aumentano i consumi di carburante. Il controllo va fatto una volta al mese, a gomme fredde, con i valori indicati dal costruttore.
10. L’alzacristalli tenuto premuto a fine corsa
Insistere sul pulsante quando il vetro è arrivato in fondo costringe il motorino a spingere contro un fermo, con rischio di surriscaldamento e danni al meccanismo. Basta rilasciare l’interruttore appena la corsa è completata. Nei sistemi a un solo tocco è meglio lasciare che sia il sistema a chiudere il lavoro.
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