In Hamnet, Chloé Zhao affronta una delle domande più urgenti del nostro presente: quanto è difficile, oggi, tenere il cuore aperto. Parlando del film, la regista riflette su come abbiamo progressivamente dimenticato gli strumenti naturali del corpo per elaborare il dolore, il lutto e le emozioni più complesse. Quando non sappiamo più attraversarle, spiega Zhao, la risposta diventa spesso la chiusura, la paura, il silenzio. Per questo Hamnet nasce come un’esperienza profondamente catartica: un film che invita il pubblico a condividere il dolore in uno spazio collettivo, a piangere insieme, a sentire insieme. Un ritorno all’origine del racconto come rito umano, capace di unire le persone e ricordare che non siamo soli nel nostro sentire. Zhao parla anche dell’importanza di mostrare modalità diverse di vivere il lutto, maschili e femminili, senza giudizio: dalle donne che esprimono il dolore apertamente agli uomini che lo trattengono, spesso per vergogna o incapacità emotiva. Hamnet diventa così un invito all’empatia, alla comprensione reciproca e alla possibilità di imparare a sentire di nuovo. Un film che non offre risposte facili, ma crea uno spazio sicuro in cui emozioni, natura e spiritualità si intrecciano, ricordandoci che aprire il cuore, anche quando fa male, è forse l’atto più necessario di tutti. Hamnet arriva in sala, distribuito da Universal Pictures Italia, dal 5 febbraio.
