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L’escalation del conflitto in Iran, con attacchi che hanno coinvolto anche Dubai, sta avendo ripercussioni pure sul mondo del tennis in vista di Indian Wells. A causa dei bombardamenti e della sospensione di numerosi voli, diversi giocatori sono rimasti bloccati negli Emirati Arabi e hanno avuto difficoltà a raggiungere la California per il torneo in programma dall’1 al 15 marzo.
Tra i tennisti coinvolti ci sono anche Daniil Medvedev e Andrey Rublev, che hanno cercato soluzioni alternative per volare negli Stati Uniti, riuscendo a partire solo dopo giorni complicati e di grande incertezza. Jannik Sinner, attuale numero due del ranking Atp, è invece riuscito ad arrivare negli Usa in tempo per l’inizio del torneo, dove entrerà in scena dai trentaduesimi di finale.
Tuttavia, in questo momento l’attenzione del campione altoatesino non è rivolta esclusivamente al campo.
Le parole di Sinner da Indian Wells
Il tennista azzurro ha infatti ammesso che «ci sono cose più importanti che giocare», sottolineando come la situazione internazionale imponga riflessioni ben più profonde rispetto a una competizione sportiva. Sinner ha spiegato che «Ci sono alcune cose che non possiamo davvero controllare, e questa (la guerra) è sicuramente una di quelle. Nella vita ci sono cose molto più importanti che giocare a tennis», evidenziando l’imprevedibilità degli eventi.
Il suo pensiero va in particolare ai colleghi ancora bloccati a Dubai. L’auspicio è che tutti siano al sicuro e che la situazione possa risolversi nel migliore dei modi. Infine Jannik ha aggiunto: «Ovviamente spero che tutti siano al sicuro e che possano venire qui a giocare o anche tornare a casa. Dipende da cosa vogliono fare», lasciando intendere come le decisioni dei prossimi giorni potrebbero incidere in modo significativo sulla partecipazione al torneo e sul suo regolare svolgimento.
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