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Banche, l’Europa lancia il piano per superare la frammentazione


Maggiore libertà nella gestione del capitale, più fusioni e meno burocrazia. La Commissione europea ha presentato la strategia per aumentare la competitività del settore bancario. Il documento varato ieri al termine del Collegio dei commissari conferma sostanzialmente le anticipazioni della vigilia.

Il piano di Bruxelles punta a sbloccare nei diversi Paesi oltre 230 miliardi di euro di attività liquide di alta qualità. L’obiettivo è di consentire ai gruppi ben integrati, così si legge nella comunicazione sulla competitività del settore bancario della Commissione Ue, di utilizzare capitale e liquidità in modo più efficiente nell’Unione, trasferendo le risorse in eccesso dove possono essere più produttive senza rinunciare alle garanzie per la stabilità finanziaria e per i Paesi che ospitano le controllate. Un approccio condiviso dalla Bce, che però insiste: le misure per favorire integrazione e operazioni transfrontaliere non devono indebolire la solidità degli istituti.

La strategia

Gli istituti europei si stanno rimpicciolendo. Se fino a qualche anno fa erano spesso più grandi di quelli americani, oggi la situazione si è capovolta. Insomma,non hanno più la stessa resilienza dei loro concorrenti internazionali. Ecco perché il rapporto della Commissione punta a rimuovere gli ostacoli alla creazione di gruppi bancari europei più integrati. «Il nostro mercato ha bisogno di un settore bancario forte e competitivo al suo centro», ha ribadito la presidente Ursula von der Leyen.

Sono tre le grandi criticità che, secondo l’esecutivo Ue, frenano gli istituti europei: l’eccessiva frammentazione lungo i confini nazionali, il recepimento degli standard globali di Basilea III e un quadro regolatorio troppo complesso.

Nel primo trimestre del 2027 Bruxelles presenterà un pacchetto legislativo di riforme, in linea con la tabella di marcia «One Europe, One Market» e le raccomandazioni dei rapporti Letta e Draghi. Per abbattere le barriere transfrontaliere si consentirà ai gruppi bancari di allocare capitali e liquidità dove sono più produttivi all’interno dell’Ue. Necessario poi un riesame delle norme internazionali che limitano la capacità di prestito delle banche europee. Infine, sul fronte della semplificazione burocratica l’Ue intende armonizzare i cuscinetti macroprudenziali e snellire i requisiti di capitale per le risoluzioni. «Ridurre la frammentazione e approfondire l’integrazione dei mercati offre un grande potenziale per rafforzare il settore bancario europeo e sostenere la crescita — ha commentato un portavoce della Bce — ma allo stesso tempo l’Europa dovrebbe salvaguardare la resilienza del proprio settore bancario, che resta fondamentale per la stabilità finanziaria e consente alle banche di sostenere l’economia fornendo servizi alle imprese e alle famiglie». Nel frattempo la Banca centrale europea sta portando avanti un programma di riforme per rendere la vigilanza bancaria maggiormente basata sul rischio.


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